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Apple acquista l'intera disponibilità di RAM mondiale per mettere sotto scacco i concorrenti del settore

Apple sta acquistando massicciamente DRAM mobile a prezzi fuori mercato per impedire l'approvvigionamento ai competitor. Scopriamo tutti i dettagli.

NOTIZIA di Francesco Messina   —   03/04/2026
RAM

Nel panorama tecnologico dell'aprile 2026, emerge una mossa senza precedenti: Apple starebbe utilizzando la sua immensa liquidità (circa 150 miliardi di dollari) per monopolizzare l'acquisto di memorie RAM mobile a livello globale.

Secondo fonti sudcoreane, la società di Cupertino starebbe pagando prezzi al gigabyte talmente elevati da risultare insostenibili per qualsiasi altro produttore, accettando deliberatamente di operare con margini ridotti o persino in perdita operativa su alcuni prodotti.

L'obiettivo di questa strategia, definita dagli analisti come una "guerra asimmetrica", è duplice. Da un lato, Apple mira a creare un vuoto di forniture che impedisca ai concorrenti di produrre i propri dispositivi; dall'altro, punta ad attrarre nuovi utenti nell'ecosistema iOS e macOS attraverso prezzi hardware aggressivi

Qual è l'impatto della mossa di Apple sul mercato delle RAM?

Gli effetti di questa manovra sono già visibili nella filiera produttiva. Giganti dei semiconduttori come MediaTek e Qualcomm avrebbero già ridotto la produzione di chip a 4nm per una cifra stimata tra i 15 e i 20 milioni di unità: senza memoria RAM disponibile, produrre processori diventa inutile.

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Parallelamente, Samsung ha iniziato ad alzare i prezzi dei suoi modelli di punta, come il Galaxy Z Fold 7, e dei tablet nel mercato interno. Le previsioni per il resto del 2026 indicano che trovare uno smartphone di fascia media sotto gli 800 euro diventerà un'impresa ardua, con i flagship che potrebbero toccare la soglia dei 1.999 euro.

La strategia di Apple con le RAM: Cupertino vuole comprimere i margini dell'hardware

A differenza dei produttori Android, Apple può permettersi di comprimere i margini sull'hardware perché il suo vero centro di profitto si è spostato sui servizi. Una volta che un utente acquista un dispositivo Apple, genera un flusso costante di entrate tramite commissioni su App Store, abbonamenti ad Apple One e licenze per software professionali.

Al momento X/Twitter ha dei problemi
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Questa capacità di monetizzazione post-vendita permette a Cupertino di giocare una partita diversa rispetto a chi deve trarre tutto il profitto dalla singola vendita del dispositivo. Se la strategia funzionerà, Apple potrebbe strappare quote di mercato decisive proprio nel momento di massima difficoltà dei suoi avversari.