3

Subnautica 2: abbiamo provato il sequel di un survival leggendario

Abbiamo provato l'accesso anticipato di Subnautica 2, opera di Unknown Worlds che mira a raccogliere il testimone di uno fra i survival più amati di tutti i tempi.

PROVATO di Lorenzo Mancosu   —   14/05/2026
La cover art di Subnautica 2
Subnautica 2
Subnautica 2
Articoli News Video Immagini

Avete presente la scena di ritorno al futuro in cui Marty McFly suona "Johnny B. Goode" di Chuck Berry, portando all'improvviso il sound del futuro di fronte a un gruppo di liceali del 1955? Ecco, nel mondo dei videogiochi accade raramente, ma davvero molto raramente, di assistere a qualcosa di simile. A fine 2014, per esempio, il piccolissimo studio Unknown Worlds ha presentato al pubblico un progetto che scardinava la maggior parte delle regole fondamentali del genere survival, puntando su un'ambientazione dimenticata da decenni e su un sistema di progressione rivoluzionario, di fatto lasciando di sasso tutti coloro che scelsero di accompagnarlo nel lungo viaggio dell'accesso anticipato, che fossero o meno appassionati di esperienze appartenenti a quella nicchia. Fu proprio allora che ebbe inizio la storia di Subnautica.

Talassofobia, senso d'isolamento, una costante sensazione di scoperta e di meraviglia: dal momento del lancio della versione definitiva, nel 2018, Subnautica si è immediatamente imposto fra i videogiochi indipendenti più amati di tutti i tempi, coronando quella fantastica età dell'oro che ha condiviso con mostri sacri del calibro di Outer Wilds, Hollow Knight e The Witness, contribuendo a cambiare per sempre la percezione di quelle che allora erano considerate "produzioni minori", non solo in termini di risorse. Il suo mondo sottomarino progettato a mano, il realismo nella simulazione degli ecosistemi e l'immersività fuori dal comune sostenevano tutto il peso di una produzione concretamente unica, una che per sua stessa natura era destinata a trasformarsi in cult. Il problema principale delle opere di culto, d'altro canto, sta proprio nella singolarità della loro essenza: come si fa a replicare l'impatto di un simile trucco di magia? È possibile suonare due volte di fila Johnny B. Goode e generare la medesima reazione?

In questi giorni abbiamo giocato in anteprima l'accesso anticipato di Subnautica 2, scoprendo le ricche fondamenta gettate dagli sviluppatori di Unknown Worlds per costruire il futuro del loro universo sottomarino.

Nuovo mondo, nuovo giorno

Subnautica 2 è, molto semplicemente, Subnautica 2. La descrizione più accurata di questo videogioco risiede proprio nel suo titolo, perché gli sviluppatori di Unknown Worlds si sono mossi in una direzione e una soltanto: prendere la stessa identica ricetta dell'opera originale e trapiantarla su un nuovo pianeta, passando da Unity a Unreal Engine 5, reinventando da zero gli ecosistemi sottomarini e la fauna che li abita, riarrangiando il sistema di progressione e modificando l'approccio alla narrazione, infine intervenendo in maniera sostanziale sulla qualità della vita e integrando la modalità cooperativa fino a quattro giocatori. Il risultato è il classico sequel "più grande e migliore", anche se in questo caso la formula giusta sarebbe "più grande e diverso", perché la sola novità incarnata dalla nuova ambientazione sembra bastare da sé a sorreggere l'interezza dell'esperienza.

Nuovo mondo, nuovo giorno, nuova vita
Nuovo mondo, nuovo giorno, nuova vita

In caso non lo sapeste - e se non lo sapete vi consigliamo di recuperare Subnautica, perché è davvero una gemma rara - si tratta di un survival dotato di caratteristiche molto particolari: ambientato su un pianeta alieno interamente ricoperto da oceani, non tiene assolutamente per mano il giocatore, scagliandolo nel mezzo di un mondo nel quale la curiosità, la meraviglia e il senso di scoperta trainano da sole le redini del gameplay. Bisogna interagire con l'ambiente ed effettuare scansioni per scoprire nuove tecnologie, bisogna scontrarsi di faccia contro tantissimi problemi e trovare soluzioni adeguate, bisogna destreggiarsi fra ingegneria e biologia per cercare di domare un universo sottomarino ostile, imprevedibile, sul quale non si può mai raggiungere una presa davvero salda. Certo, come in ogni survival che si rispetti l'arsenale, le strutture e i gadget non cessano mai di trasmettere un eccellente senso di progresso, ma i giocatori navigati conoscono bene la sensazione che si prova quando, nell'oscurità del fondale oceanico, il silenzio viene spezzato dal rumore di un organismo di classe Leviatano.

Il fiore all'occhiello di Subnautica, tuttavia, era la sua splendida mappa, che oltre l'illusione del caos iniziale nascondeva una natura totalmente artigianale: proprio questa è la principale ragion d'essere del sequel, perché il nuovo pianeta si porta dietro biomi profondamente diversi, ostacoli mai visti prima e una fauna marina inedita in toto, facendo sfoggio di una progettazione dell'ambientazione semplicemente eccezionale. In Subnautica 2 niente è lasciato al caso e, nonostante l'assoluta libertà concessa al giocatore, il game design è sempre intenzionale, la curva della progressione è studiata nei minimi dettagli, così come lo è ogni singola caverna subacquea, ogni anfratto nelle cupole di corallo e ogni relitto nel quale capita di intrufolarsi nella speranza di mettere le grinfie su un progetto o un materiale sconosciuto, facendosi guidare dalla mano invisibile degli sviluppatori lungo il sottile filo della narrazione.

Il cambio di atmosfera è solo apparente, perché lo stile è rimasto molto simile all'originale
Il cambio di atmosfera è solo apparente, perché lo stile è rimasto molto simile all'originale

Data l'estrema importanza riservata al senso di scoperta, ci limiteremo giusto a grattare la superficie del progetto (anche gli screenshot nell'articolo si riferiscono solo alle aree iniziali). Subnautica 2 ruota attorno alla vicenda dell'enorme nave coloniale Cicala, l'equivalente dell'Aurora del primo episodio, un vascello spaziale carico di 40.000 anime che si schianta sulla superficie del pianeta alieno. Risvegliati dall'intelligenza artificiale NoA, ovvero un misterioso "consigliere noetico", ci si trova a bordo di una capsula di emergenza nel mezzo di un oceano sconfinato, investiti della responsabilità di salvare la coscienza di tutte le persone intrappolate nel relitto. Da questo presupposto prende forma una vicenda decisamente più vicina al progetto originale che alla discussa evoluzione portata da Below Zero, intessendo una storia interamente fondata sul mistero, sulla sensazione d'isolamento e sulla tensione figlia delle profondità degli abissi, volenterosa di sconfinare in territori inesplorati molto vicini alle tematiche del classico horror psicologico.

Impatto, ambientazione, narrazione e progressione

Il primo impatto, al di là dell'inevitabile effetto deja-vu, è tanto magnetico quanto soverchiante: gettandosi al di sotto della superficie acquatica ci si trova di fronte a tonalità tropicali e masse bioluminescenti, nel cielo si staglia un immenso pianeta con un sistema di anelli, e nel mezzo del primo bioma corallino si inizia a mettere le mani sulle risorse indispensabili per favorire i primi scampoli d'esplorazione. Il chiaro intento di Unknown Worlds era quello di replicare le sensazioni e le emozioni del primo capitolo, pungendo il giocatore attraverso un violento strappo nell'atmosfera che, tuttavia, oltre la facciata rassicurante nasconde strati di profondità imprevedibili. Probabilmente l'avete pensato anche voi osservando i primi trailer: Subnautica 2 si è presentato come qualcosa di colorato, luminoso, apparentemente distante dalle atmosfere oscure dell'originale, ma la verità è che si tratta del più classico specchietto per le allodole.

Le modifiche all'estetica potrebbero sembrare forti, ma in queste prime fasi sono azzeccate
Le modifiche all'estetica potrebbero sembrare forti, ma in queste prime fasi sono azzeccate

La struttura è rimasta invariata: dal momento che è necessario scansionare oggetti e interagire con l'ambientazione per ottenere nuovi progetti di creazione, si rimane confinati nel bioma iniziale finché non si dispone delle tecnologie necessarie per progredire, dunque la narrazione e il sistema di progressione camminano a braccetto lungo il medesimo binario. Si individua un relitto, s'indaga nel mezzo delle lamiere, si svelano i retroscena della Cicala e soprattutto ci si impadronisce di strumenti che non solo incrementano notevolmente la probabilità di sopravvivenza, ma scavano costantemente nuovi strati di profondità nella formula. Ed ecco che iniziano ad apparire nuovi biomi, balzi verticali di diverse centinaia di metri, fondali di natura vulcanica, terre di nessuno che si estendono a perdita d'occhio nelle quali capita di udire versi inquietanti, scorgendo nel buio una serie di infiorescenze contaminate.

L'adattamento biologico è uno dei sistemi cardine alla base sequel: non bisogna solamente dominare l'ecosistema, ma diventare parte integrante dei suoi meccanismi. Temperature elevate, proteine impossibili da digerire, pressione dell'ossigeno... molti dei nuovi grandi ostacoli ideati da Unknown Worlds richiedono la parziale alterazione del DNA del protagonista, che deve trovare il modo di interagire con la flora e con la fauna locale per adeguarsi alle caratteristiche del pianeta. Fissa così i contorni di un ulteriore sistema di progressione che si innesta con prepotenza accanto alla tradizionale formula da survival, portandosi appresso - oltre alla costruzione della base e di macchinari sempre più complessi - anche l'inserimento di veri e propri "enigmi" legati all'esplorazione e integrati nell'ambientazione.

Le atmosfere sono uscite trasformate, ma non tradiscono l'ispirazione originale
Le atmosfere sono uscite trasformate, ma non tradiscono l'ispirazione originale

Ambientazione che si è fatta decisamente più intricata e soprattutto verticale, facendo sfoggio sin dal bioma iniziale di grotte che si spingono parecchi metri sotto la superficie acquatica, di strutture labirintiche la cui navigazione richiede una pianificazione accurata, ma soprattutto di punti d'interesse che rischiano di sfuggire agli sguardi meno attenti e che si rivelano indispensabili per compiere tuffi ancora più profondi. In queste fasi iniziali, uno degli elementi più riusciti risiede proprio nella costante sensazione di scoperta e nel modo in cui s'intreccia con la progressione, perché non accade mai di compiere immersioni a vuoto e si torna sempre alla base forti di nuove conoscenze, di nuovi progetti e materiali, di informazioni aggiuntive sul destino della Cicala e di coloro che sono misteriosamente venuti prima di noi. Poi, solo quando l'esperienza inizia a prendere il largo e si passa oltre l'iniziale senso di deja-vu, il nuovo pianeta inizia a mostrare quanto sia effettivamente profonda la tana del Bianconiglio. E Alice dovrà allacciarsi le cinture di sicurezza, perché di meraviglie ne vedrà un bel po'.

Novità e cambiamenti

Il cambiamento più evidente è senza dubbio quello portato dal passaggio all'Unreal Engine 5, una scelta che, pur avendo preservato praticamente lo stesso scheletro del gameplay, ha stravolto la resa degli ambienti e il sistema di illuminazione, oltre a modificare gli effetti volumetrici dei liquidi e incidere sul potenziale comportamento delle creature. Per quanto riguarda le prestazioni, dobbiamo segnalare di aver registrato qualche momento di stutter e perdita di frame, ma solo nei confini di un bioma specifico, molto carico di elementi e piuttosto avanzato nell'accesso anticipato; Subnautica 2, sotto questo punto di vista, non scommette più solamente sull'ambientazione talassofobica e sul senso d'isolamento, ma anche sulla megalofobia, imponendo inevitabilmente una tassa sul caricamento delle regioni più spinte. Dobbiamo precisare che, pur avendo giocato per oltre venti ore, non abbiamo visto tutto ciò che questa versione embrionale ha da offrire, il che potrebbe rappresentare un'ottima notizia in merito alla quantità di contenuti presenti al lancio.

Purtroppo sono in grado di progettare solamente delle basi a forma di rettangolo
Purtroppo sono in grado di progettare solamente delle basi a forma di rettangolo

Realizzare un nuovo pianeta significa necessariamente costruire da zero un nuovo ecosistema, una nuova flora e soprattutto una nuova fauna, oltre che ovviamente riscrivere le regole della morfologia dei fondali. Adesso le creature non si comportano più in maniera prevalentemente passiva, quindi interagendo esclusivamente con l'avatar, ma fanno parte di un sistema che, specialmente nelle fasi iniziali, si presenta vivo: gli animali marini arrivano al faccia a faccia, oltre a subire anche le influenze dell'ambientazione, che potrebbe arrivare a condizionarne il comportamento in maniera molto impattante, rendendole più aggressive e in certi casi molto territoriali. A tal proposito, in questa versione sono presenti cinque organismi di classificazione Leviatano - ovvero molto grandi e spesso anche molto pericolosi - alcuni dei quali capaci di raggelare il sangue nelle vene nel momento in cui la loro silhouette, accompagnata da richiami inquietanti, fa capolino dal buio dell'oceano attraverso il vetro del fedele Girino.

Anche i veicoli, così come le altre tecnologie, sono passati attraverso un processo di totale ricostruzione, pescando giusto qualche idea da Below Zero per dar vita alla nuova generazione. Il succitato Girino è molto interessante, proprio in ragione della sua modularità: mentre il telaio rimane sempre lo stesso, è possibile costruire una serie di componenti extra rimovibili che si piegano a funzionalità molto specifiche, per esempio incrementando la velocità e la manovrabilità attraverso l'innesto di un paio di "ali", oppure aumentando notevolmente il limite della profondità delle immersioni. Ciò dà vita a una sorta di riuscitissimo "effetto matrioska": capita di esplorare il fondale e arrivare all'ingresso di una caverna stretta, staccare il sottosistema e procedere solo con il girino, per poi uscire dal girino e proseguire quel tanto che serve per interagire con l'ambientazione.

Il Girino è il primo veicolo che si ottiene durante l'avventura
Il Girino è il primo veicolo che si ottiene durante l'avventura

Passando alle modifiche più sostanziali, non si può non menzionare il completo rinnovamento del sistema di costruzione delle basi, che nel sequel si affida a una meccanica decisamente più libera e vicina all'idea della scultura. La creazione delle stanze è stata sì resa più fluida e immediata, ma adesso permette di scolpire con estrema precisione ogni parete e ogni finestra, consentendo di progettare planimetrie notevolmente più complesse, realistiche e funzionali. Se siete giocatori come noi, più interessati alla narrazione e alla progressione, potete tranquillamente accontentarvi di stipare tutti i depositi, le strumentazioni e i punti d'attracco in una singola struttura rettangolare che guarda alla funzione prima che alla forma, ma l'evoluzione è stata molto impattante e farà senz'altro la felicità di tutti coloro che apprezzano la Modalità Creativa, semplificandogli la vita e premiandone la fantasia.

Non si può non menzionare, a questo proposito, la modalità co-op. Per chi non lo sapesse, la modalità cooperativa ha rappresentato il principale dibattito al centro del capitolo originale: anche se la maggior parte degli utenti la chiedevano a gran voce e l'hanno resa una delle mod più scaricate in assoluto, tantissimi appassionati, critici e designer di Unknown Worlds l'hanno spesso inquadrata come una sorta di tradimento dell'estetica fondamentale alla base del progetto, che pianta le sue radici nell'isolamento, nel mistero e in una peculiare forma di horror psicologico. Questa volta la frangia vocale del pubblico ha vinto: nonostante il focus dello studio sia rimasto sull'esperienza in singolo, Subnautica 2 offre una modalità cooperativa che sfrutta un host per ospitare fino a un totale di quattro giocatori, offrendo non solo la possibilità di esplorare gli abissi insieme, ma anche quella di costruire le basi e gli equipaggiamenti in compagnia.

Resta da sciogliere solamente il nodo dell'accesso anticipato: abbiamo avuto l'opportunità di parlare direttamente con i lead designer di Unknown Worlds, che hanno rimarcato la necessità e soprattutto il desiderio di puntare sull'early access con in mente una roadmap di aggiornamenti estremamente chiara e già scolpita nella pietra. Allo stato attuale risulta difficile valutare l'effettiva quantità di contenuti presenti al lancio, possiamo garantire che solo la trama principale arriva attorno alle venti ore, ma nel corso dell'anno saranno aggiunti nuovi biomi, nuovi "capitoli" della storia, ovviamente nuove componenti degli ecosistemi fra cui Leviatani inediti. Il discorso che ci preme rimane sempre lo stesso: l'accesso anticipato è uno strumento molto utile che tanto gli sviluppatori quanto i giocatori dovrebbero approcciare nella maniera corretta. Nonostante Subnautica 2 sia già un videogioco estremamente ricco e rifinito, non dissimile da come si presentava Hades 2 attorno al maggio del 2024, all'appello mancano diversi elementi e alcuni biomi sono delimitati da muri invisibili, dunque la sua forma finale è ancora lontana nel tempo.

Prime impressioni

Fa strano parlare di prime impressioni quando si è già riversato così tanto tempo nei confini del gameplay: Subnautica 2 si presenta come il più classico dei sequel "più grandi e migliori", ma soprattutto orientati all'inseguimento della novità e del perfezionamento. Il primo capitolo, nel suo tempo, si è rivelato un videogioco estremamente originale, davvero unico nel suo genere, il che rende estremamente difficile - se non addirittura impossibile - presentarsi sul mercato con un progetto del medesimo impatto. Unknown Worlds, tuttavia, ne è perfettamente consapevole, dunque ha deciso di mantenere pressoché invariati lo scheletro e la spina dorsale per poi costruire da zero o modificare pesantemente tutti gli elementi che gli orbitano attorno. È semplicemente un nuovo mondo, legato a una nuova storia, popolato da nuove creature e arricchito da nuove tecnologie.

La qualità della vita è molto migliorata, anche per quel che riguarda la raccolta di risorse e la gestione dell'inventario
La qualità della vita è molto migliorata, anche per quel che riguarda la raccolta di risorse e la gestione dell'inventario

In una fase così embrionale e al tempo stesso ricca del progetto è praticamente impossibile sbilanciarsi, specialmente fare paragoni con il capostipite della serie, ma sono diversi gli elementi ad averci colpito positivamente. Anzitutto c'è una progettazione dei livelli straordinaria, che si mette al servizio della narrazione e del sistema di progressione riuscendo a replicare quella che forse era la caratteristica più riuscita del predecessore. In secondo luogo c'è l'atmosfera, che parte lentamente in mezzo a coralli bioluminescenti per poi ingranare la seconda marcia e avvicinarsi alle profondità dell'originale, traendo tantissimo valore da elementi artistici come il sound design e la colonna sonora. Infine c'è la narrazione, che sfrutta l'espediente del consigliere noetico NoA per potenziare ulteriormente quel genere di racconto basato sulla curiosità e sull'interazione ambientale che aveva proiettato l'originale nell'Olimpo delle produzioni indipendenti, stavolta scommettendo ancor di più sul fattore psicologico.

La narrazione è più presente rispetto al passato, quindi sarà molto interessante vedere dove andrà a parare
La narrazione è più presente rispetto al passato, quindi sarà molto interessante vedere dove andrà a parare

Dubbi e domande senza risposta sono inevitabilmente legati alla natura dell'accesso anticipato e alla conseguente incompletezza del progetto: quanti saranno e come si presenteranno i biomi? Dove vuole andare a parare la narrazione sci-fi? Assisteremo a effettivi stravolgimenti delle meccaniche? L'Unreal Engine 5 reggerà questa ambizione? In fin dei conti ci troviamo giusto al punto di partenza di un progetto destinato a evolversi e a cambiare parecchio nel corso del tempo, nonostante sia enormemente più carico di contenuti rispetto all'esordio del suo predecessore. Per il resto, Subnautica 2 è semplicemente Subnautica 2, con tutte le conseguenze del caso: per forza di cose non è immune all'effetto deja-vu che impoverisce il fattore sorpresa tipico delle prime volte, ma si promette di evolvere, di potenziare, dov'è possibile di migliorare e dove non è possibile di rinnovare tutti gli elementi alla base della ricetta originale. Ce la farà?

Subnautica 2 si affaccia su un lungo periodo di accesso anticipato investito di un compito molto difficile: cercare di replicare l'impatto e il successo del suo predecessore, un videogioco unico nel suo genere che è tutt'ora annoverato fra le migliori produzioni indipendenti di ogni tempo. Se da una parte si tratta di un fardello molto pesante da trasportare e connesso all'inevitabile effetto deja-vu, dall'altra gli fornisce un grandissimo vantaggio: l'esperienza offerta da Subnautica si può trovare solamente in Subnautica. Un pianeta completamente nuovo, una fauna, un ecosistema e un sistema di progressione reinventati, il balzo tecnologico garantito dal passaggio all'Unreal Engine 5: sono questi gli elementi su cui ha scommesso Unknown Worlds, progettando una splendida mappa artigianale nella quale gettare le fondamenta del suo percorso di crescita e di rifinitura. Allo stato attuale Subnautica 2 è un amalgama fresco e al tempo stesso familiare, corredato da grandi novità come la modalità cooperativa fino a quattro giocatori, il sistema di scultura delle basi e i veicoli inediti, nonché volenteroso di raccontare una vicenda psicologica che punta ancora una volta sul senso d'isolamento, sulla talassofobia e soprattutto sulla curiosità del giocatore. Riuscirà in questa missione impossibile? È ancora troppo presto per sbilanciarsi, ma l'esplorazione del fondale marino continua a regalare una sensazione unica, come se non fosse passato neanche un giorno da quel lontano 2018.

CERTEZZE

  • Nuova mappa, nuova fauna, nuove tecnologie, nuovo tutto
  • Progettazione del mondo e della progressione eccellente
  • Lo scheletro dell'avventura e della narrazione è rimasto invariato
  • Tante nuove funzionalità, anche qualcuna discussa come la co-op
  • Design del suono e colonna sonora memorabili

DUBBI

  • Ha già tanti contenuti, ma siamo al punto zero dell'accesso anticipato
  • Il confronto con il primo capitolo non sarà affatto facile
  • L'Unreal Engine 5 reggerà?
Abbiamo provato Subnautica 2 grazie a una chiave Steam fornita in anteprima da Unknown Worlds, che ci ha consentito di provare i contenuti che saranno presenti nella prima versione dell'accesso anticipato.
Questo contenuto potrebbe includere link affiliati che generano commissioni.
Per conoscere i dettagli della nostra policy editoriale, è disponibile la pagina etica.