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Occulto, abbiamo provato l'avventura grafica disegnata a mano che si racconta senza parole

Sirio Art Games costruisce una fiaba illustrata interamente a mano, senza dialoghi: la nostra prova della versione in accesso anticipato dal 31 luglio.

PROVATO di Biagio Etna   —   24/07/2026
La copertina di Occulto mostra il particolarissimo stile del gioco

Previsto per il 31 luglio in accesso anticipato, Occulto attinge a piene mani all'immaginario delle avventure grafiche, un genere oggi più raro rispetto al passato, ma con uno zoccolo duro di appassionati sempre attento alle nuove uscite. Il titolo di Sirio Art Games non nasconde il proprio debito nei confronti di classici come Machinarium e Simon the Sorcerer. Gli sviluppatori, tuttavia, non sembrano interessati a rivoluzionare l'avventura grafica, quanto piuttosto a trasferirne la grammatica in una fiaba essenziale, costruita attorno a immagini ed enigmi visivi. Proprio l'assenza di parole, però, rende decisiva la chiarezza dell'interazione col mondo di gioco.

Il progetto, che prenderà il nome di Occulto, nasce a maggio del 2018: la prima demo viene pubblicata tra la fine del 2021 e l'inizio del 2022. La versione iniziale del gioco, sviluppata con PixiJS e HTML, viene completamente riscritta in Unity, ritenuto più adatto e versatile. Sirio Art Games, di fatto, è un team italiano formato da sole tre persone e la scelta di pubblicare il gioco in accesso anticipato - piuttosto inusuale per un'avventura grafica - è stata definita come un'occasione per creare una storia scorrevole, rifinita e pronta a reinventarsi in più parti, con l'aggiunta o il riposizionamento di certi enigmi.

La versione da noi provata, quindi, la stessa cui avranno accesso i giocatori dal 31 luglio, comprende le prime due parti della storia e venti dei circa trentotto livelli previsti per l'avventura completa. Noi abbiamo impiegato poco più di dieci ore per raggiungere la conclusione della versione attuale, anche a causa del tempo richiesto da alcuni degli enigmi più complessi.

Un piccolo eroe silenzioso

Eliot, un giovanissimo apprendista di arti magiche, si ritrova impossibilitato a entrare nella torre del suo maestro, bloccato da quello che si rivelerà essere, per noi, il primo enigma di Occulto. Inizia così questa intrigante avventura votata al silenzio, senza preamboli e senza alcun indizio sul mondo di gioco, se non ciò che possiamo carpire dalle immagini che ci circondano. Il protagonista e gli innumerevoli comprimari ci rivelano le loro intenzioni attraverso dei balloon in stile fumetto, che appaiono fluttuando sulle loro teste. In caso contrario, abbiamo qualche mugugno, un borbottio o, ancora più spesso, un eloquente linguaggio del corpo.

Le figure grottesche e crudeli sono chiarissime nella loro iconografia
Le figure grottesche e crudeli sono chiarissime nella loro iconografia

Il racconto è quindi lo spunto per il più classico dei viaggi dell'eroe: un pellegrinaggio attraverso un mondo fantasy arabeggiante, nel quale la sparizione del suo maestro rappresenta soltanto l'innesco di una vicenda destinata presto a ingarbugliarsi. Sia ben chiaro, Occulto non vuole certo inoltrarsi in una narrazione profonda e stratificata, tutt'altro: il gioco abbraccia pienamente gli stilemi della fiaba classica, affidandosi ad archetipi immediatamente riconoscibili, a una netta contrapposizione tra bene e male e a una successione di incontri e prove che scandiscono il cammino del protagonista. Il giovane Eliot abbandona così la sicurezza del quotidiano per confrontarsi con un mondo più vasto e minaccioso, popolato da figure buffe, ambigue o apertamente ostili, ognuna chiamata a svolgere una funzione precisa lungo il suo viaggio.

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Questa semplicità, per quanto ci riguarda, non diventa mai superficialità. L'assenza di dialoghi, infatti, ha spinto Sirio Art Games a raccontare tutto attraverso immagini, gesti ed espressioni, lasciando che siano le brevi animazioni e i particolari degli scenari a suggerire intenzioni e pericoli. Più che sorprendere attraverso personaggi psicologicamente complessi o rivelazioni elaborate, Occulto punta quindi sul piacere della scoperta e sul senso di meraviglia suscitato da ogni nuova tappa. Ne deriva una storia semplice e immediata, quasi ingenua nella sua limpidezza, ma perfettamente coerente con l'aspetto da libro di fiabe animato che caratterizza l'intera produzione.

Non scritto, eppure leggibile

Occulto si identifica subito come un'avventura grafica di stampo classico, i cui maestri riecheggiano in ogni tratto, a partire dall'interfaccia essenziale e dal puntatore, che cambia forma ogni volta che raggiungiamo un punto d'interesse. Anche l'inventario non risulta mai troppo affollato: gli oggetti raccolti sono pochi e legati a situazioni circoscritte, quindi l'avanzamento limita il trial and error tipico degli inventari sovraccarichi e si affida soprattutto all'osservazione e alla risoluzione degli enigmi.

Letteralmente l'inizio dell'avventura: Eliot non sa cosa gli aspetta
Letteralmente l'inizio dell'avventura: Eliot non sa cosa gli aspetta

Questa impostazione classica si traduce in un gameplay capace di intrattenere, anche se alcuni puzzle ci sono parsi eccessivamente cervellotici. Occulto arriva a metterci davanti a decine di alambicchi con liquidi da travasare, lancette di orologi da spostare nella giusta posizione o piccole pianole sulle quali riprodurre motivetti affidandosi alla memoria. Il problema, in questi casi, non risiede tanto nella difficoltà in sé, quanto nell'assenza di un minimo indizio che permetta almeno di comprendere la logica iniziale dell'enigma. Alcuni passaggi finiscono così per diventare decisamente fumosi e richiedere parecchio tempo prima di venirne a capo. Secondo noi, Occulto dà il meglio di sé quando si affida all'interazione con lo scenario, alla raccolta degli oggetti e al pensiero laterale, più che quando propone macro-enigmi autonomi. Se però l'enigmistica di un certo livello vi affascina e non vi dispiace spremervi a fondo le meningi, questa severità potrebbe essere considerata un punto a favore anziché un difetto.

Artigianato italiano

L'avventura grafica di Sirio Art Games ci riporta alla mente i classici del genere non soltanto per l'immediata riconoscibilità delle dinamiche e della forma, ma anche per una certa dovizia di particolari. La direzione artistica appare stilizzata, spigolosa, assai attenta nel dare forma a un mondo esoterico. Ci sono piaciuti in particolar modo il tratto a matita accostato ai colori che sembrano a olio: un contrasto capace di restituire all'immagine una qualità estremamente materica, come se ci trovassimo davvero tra le pagine di un libro di fiabe. Occulto abbandona la matrice industriale e malinconica di Machinarium per offrire paesaggi dal retrogusto italiano, con contaminazioni arabe.

Le ambientazioni più piccole sanno essere molto suggestive
Le ambientazioni più piccole sanno essere molto suggestive

Più che a una corrente precisa, il tratto degli autori sembra guardare alla grande tradizione europea del libro illustrato, con personaggi che talvolta richiamano la caricatura italiana del primo Novecento e fondali sospesi tra fiaba medievale e immaginario centroeuropeo. Non mancano chiari rimandi ad Escher (in alcune sfiziose sezioni giocabili) e in certi comprimari, tra nasi prominenti, profili adunchi e figure sinuose, sembra affiorare persino una lontana eco di Jacovitti. Le animazioni sono in stile marionetta e per quanto preferiamo le classiche movenze disegnate a mano, fotogramma per fotogramma, non ce la sentiamo di annoverarle come una mancanza. Ovviamente, in un gioco senza dialoghi, il sonoro ricopre un ruolo essenziale. La musica accompagna l'incedere dell'azione senza mai essere invadente, gli sbuffi e i borbottii dei vari personaggi sanno essere esplicativi e strappare al contempo qualche sorriso, mentre i rumori ambientali - il frinire dei grilli, il soffiare del vento - la fanno da padrone.

Occulto ha tutte le carte in regola per ritagliarsi uno spazio tra le avventure grafiche di stampo classico. Sirio Art Games, almeno per quanto abbiamo potuto vedere in questa versione in accesso anticipato, sta costruendo un viaggio fiabesco capace di unire una direzione artistica riconoscibile a enigmi che non hanno paura di mettere alla prova il giocatore. Sulla carta si tratta di un punta e clicca tradizionale, privo di dialoghi, che affida agli ambienti, alle animazioni e all'osservazione il compito di raccontare il mondo di Eliot. Il sistema di interazione appare già intuitivo, mentre l'inventario contenuto lascia il centro della scena a rompicapi vari e quasi sempre intriganti. Restano da rendere un po' più leggibili alcuni puzzle, che senza una minima indicazione finiscono talvolta per apparire fumosi, e c'è da capire quanto i capitoli successivi sapranno mantenere ritmo e varietà fino alla conclusione della storia. Occulto non intende reinventare il genere delle avventure grafiche, ma possiede la personalità necessaria per interessare chi sente la mancanza dei classici del passato e non teme una sfida di un certo livello.

CERTEZZE

  • Stile grafico affascinante
  • Giocabilità immediata e senza fronzoli
  • Interfaccia chiara ed essenziale

DUBBI

  • La direzione artistica potrebbe non piacere a tutti
  • Alcuni puzzle sono estremamente cervellotici
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