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Assassin's Creed: Black Flag Resynced, abbiamo provato il remake di Ubisoft

Siamo volati fino a Parigi per testare con mano il ritorno di Edward Kenway in una sessione di tre ore su PC: ecco come si comporta il remake targato Ubisoft Singapore.

PROVATO di Pierpaolo Greco   —   21/05/2026
Edward Kenway con tutto il cast di Assassin's Creed: Black Flag Resynced
Assassin's Creed: Black Flag Resynced
Assassin's Creed: Black Flag Resynced
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A distanza di tredici anni dall'arrivo sul mercato dell'epopea piratesca di Edward Kenway, siamo volati a Parigi per toccare con mano una versione praticamente definitiva di Assassin's Creed: Black Flag Resynced in una sessione di prova che ci ha tenuti occupati per circa tre ore davanti a un bel PC di fascia alta per affrontare diverse missioni e anche un bel po' di sano free roaming.

Come già ci è capitato di dire su queste pagine nelle scorse settimane, il team di Ubisoft Singapore alla guida del progetto non si è limitato a mettere in piedi una semplice operazione di restauro cosmetico: il passaggio all'ultima versione del motore proprietario Anvil Engine, di cui Assassin's Creed Shadows è l'esponente più recente, unito alla profonda ristrutturazione del gameplay, dovrebbero consentire a uno dei capitoli più amati e giocati della saga di essere traghettato nell'epoca moderna.

Di fondo c'è ovviamente quell'operazione nostalgia che in queste ultime due generazioni sta letteralmente sommergendo il nostro settore a colpi di remaster e remake perché ai publisher piace vincere facile, ma non possiamo negare che quello che abbiamo visto e giocato evidenzia una grande attenzione al particolare e una genuina dose d'amore nel mettere le mani su questo specifico episodio del franchise.

Il debutto del gioco, previsto per il 9 luglio 2026 su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S, si preannuncia quindi abbastanza solido, e non fatichiamo a immaginare che Black Flag possa essere quel campione d'incassi che farebbe sicuramente comodo alle casse di Ubisoft in un periodo così critico. È ancora presto per emettere un giudizio, ma intanto vogliamo raccontarvi come mai tra un sistema di combattimento (quasi) privo di automatismi e una cosmesi straordinaria, galleggiano ancora alcune delle ingenuità storiche della serie, a partire dall'immancabile intelligenza artificiale decisamente pigra.

Un paradiso caraibico ancora più paradisiaco

Come vi avevamo già raccontato nella precedente anteprima pubblicata in occasione del nostro primo incontro con Black Flag, questo remake poggia le sue fondamenta tecnologiche sull'Anvil Engine di ultima generazione e i risultati sono immediatamente visibili, fin dai trailer.
L'impatto visivo è davvero eccelso e colpisce ogni singolo aspetto del remake: l'aumento di qualità e risoluzione delle texture è subito evidente, la conta poligonale degli elementi e delle strutture è stata ampliata di diversi ordini di grandezza, persino l'orizzonte visivo è sterminato, la fisica delle onde è stata ricreata da zero e ha ripercussioni visibili su ogni massa d'acqua e persino la vegetazione ha fatto un grande passo in avanti reagendo in modo dinamico al vento, esattamente come le vele della Jackdaw.

Assassin's Creed: Black Flag Resynced: non chiamatelo semplice remake. Ecco tutto quello che c'è da sapere Assassin's Creed: Black Flag Resynced: non chiamatelo semplice remake. Ecco tutto quello che c'è da sapere

Tra l'altro l'intero free roaming è ora completamente privo di caricamenti e si può passare dall'esplorazione cittadina, persino i grandi agglomerati come L'Avana o Nassau, alla navigazione a bordo della Jackdaw senza che l'azione si interrompa. Tutto scorre fluido e privo di scossoni. Chiaro che la nostra prova si è svolta in ambiente controllato, tra l'altro su PC, ma ci auguriamo che tutto ciò sia perfettamente trasportato e ottimizzato anche sulle versioni console.

Da un punto di vista tecnico è davvero difficile criticare Assassin's Creed: Black Flag Resynced
Da un punto di vista tecnico è davvero difficile criticare Assassin's Creed: Black Flag Resynced

A titolo informativo, a Parigi la postazione di gioco era basata su un processore Intel Core Ultra 7 265KF affiancato ad una NVIDIA GeForce RTX 5080 e con 64 GB di RAM DDR5 a completare il setup: una configurazione di fascia molto alta che ci ha permesso di giocare in 4K ad altissimo frame rate anche se non abbiamo avuto modo di verificare il preset di DLSS selezionato (sappiamo solo che l'upscaling di NVIDIA era attivo) tantomeno l'eventuale presenza di Frame Generation.

Per il momento non possiamo che confermare che dal punto di vista meramente tecnico Resynced incastra tutte le caselle al posto giusto.

Combattimenti nuovi o vecchi?

Sappiamo però benissimo che la cosa più importante che volete sapere è se e come è stato svecchiato il gameplay, soprattutto per quello che concerne il sistema di combattimento. Perché vanno benissimo le parole e i proclami di Ubisoft e del team di sviluppo dichiarati in occasione dell'annuncio, ma toccare il tutto con mano è un'altra storia.

I combattimenti sono molto più fisici, rapidi e divertenti che in passato
I combattimenti sono molto più fisici, rapidi e divertenti che in passato

Innanzitutto confermiamo che il cambiamento più netto risiede proprio negli scontri, che ora subiscono una modifica sostanziale rispetto al ritmo dei vecchi Assassin's Creed pre-Origin. Se all'epoca bastava la famosa pressione costante del pulsante assegnato al contrattacco per ripulire villaggi e ponti di imbarcazioni, in Resynced la memoria muscolare vi tradirà dopo pochissimi istanti che avrete il pad in mano. Gli scontri ora sono più rapidi e decisamente più fisici, strutturati attorno a una barra della difesa dei nemici che va ridotta colpo dopo colpo per poter infliggere danni reali e sostanziali.

La parata semplice non basta più e l'effetto trenino è, quanto meno, mitigato: ora è necessario trovare il tempismo per una parata perfetta, l'unica in grado di sbilanciare l'avversario e aprire la strada al takedown istantaneo. A seconda del livello delle armi equipaggiate, è possibile poi concatenare fino a un massimo di quattro uccisioni rapide sui bersagli vicini, ma se le vostre spade sono quelle base, non andrete oltre il primo affondo. Menando ripetutamente il colpo semplice o quello caricato o mantenendo sempre alta la parata, si mostra ben presto il fianco all'audacia degli avversari e la loro resistenza tende a essere molto elevata.
I soldati sono infatti più aggressivi di quanto ci ricordavamo e, specie quando sono in numeri elevati, tendono a circondare Edward abbastanza rapidamente. Per esempio durante la parte free roaming della demo, abbiamo dovuto ripetere più volte l'assalto a uno dei fortini arroccati sulle isole esplorabili proprio perché la pressione dei nemici a schermo, molti dei quali pronti a fare fuoco dalla distanza, ci ha portato rapidamente a soccombere.

I takedown immediati richiedono un grande tempismo perché si possono effettuare solo dopo aver azzeccato la parata perfetta
I takedown immediati richiedono un grande tempismo perché si possono effettuare solo dopo aver azzeccato la parata perfetta

Abbiamo particolarmente apprezzato, poi, la mira completamente manuale della pistola che permette di dedicarsi, ad esempio, a colpire i barili di polvere da sparo mentre si è a distanza di sicurezza o, eventualmente, a far saltare in aria gruppi di nemici sprovveduti mentre, rovescio della medaglia, l'attivazione di tutte le varie abilità speciali che ora Kenway possiede e può utilizzare tramite la pressione combinata dei dorsali e dei tasti frontali, risulta a volte scomoda nel pieno della rissa perché un po' troppo macchinosa. Tra calci, rampino, sparo rapido e un paio di fendenti extra, bisogna prendere le misure con la gestione del combattimento, specie all'inizio. Ma questo aspetto potrebbe dare grandi soddisfazioni sul lungo periodo.

Agili a salire, impacciati a scendere

Anche il parkour, alla resa dei conti, evidenzia il netto miglioramento che Ubisoft aveva già preannunciato. Muoversi tra la fitta giungla delle isole e tra i tetti delle città è indubbiamente più piacevole ora che Kenway risponde ai comandi esattamente come avviene con i capitoli più recenti della serie. Tra l'introduzione dei salti laterali e delle capriole e la possibilità di interrompere al volo qualsiasi animazione di corsa, si percepisce subito la rapidità degli input e, soprattutto, ci si sente molto più ai comandi del protagonista.

Le profondità marine possono ora essere liberamente esplorate alla ricerca di collezionabili e tesori
Le profondità marine possono ora essere liberamente esplorate alla ricerca di collezionabili e tesori

Permane tuttavia quello storico limite della serie legato alla discesa che abbiamo sempre notato: far scendere il protagonista da strutture particolarmente alte o quando si è in prossimità di spigoli e piccole sporgenze rimane un processo più legnoso e macchinoso, al punto da risultare talvolta frustrante; è un difetto strutturale che il remake si trascina dietro dalle produzioni più recenti e che rimane legato alla gestione della salita e della discesa tramite la pressione dei tasti frontali che sembra reagire meglio quando si è di corsa e ci si sposta rapidamente, rispetto ai momenti in cui ci dobbiamo muovere di fino.

Parlando dello stealth, che vi ricordiamo essere attivabile ovunque e in qualsiasi momento ora che Edward può essere fatto accucciare con la pressione di un tasto, dobbiamo evidenziare che ben si adatta alle nuove variabili ambientali: la visibilità di Kenway è ora influenzata dal ciclo giorno/notte e anche dalle condizioni meteo con la pioggia battente che contribuisce alla nostra invisibilità. Nel corso di una sezione dell'open world che ci richiedeva di infiltrarci in un magazzino di Matanzas, abbiamo notato come un violento temporale riusciva a renderci poco visibili anche quando eravamo praticamente allo scoperto, a patto di essere abbastanza lontani e, il tutto ben si amalgama con gli immancabili strumenti di cui l'assassino è ora dotato: dal fischio al lancio di monete.

Chissà se le novità che riguardano la storia di Barbanera saranno ancora una volta narrate dalla voce di Francesco Pannofino
Chissà se le novità che riguardano la storia di Barbanera saranno ancora una volta narrate dalla voce di Francesco Pannofino

Il vero limite di queste sezioni è però rappresentato dall'intelligenza artificiale dei nemici che è, fuor di dubbio, il principale elemento negativo di questo remake. I soldati sono rimasti ancorati a pattern visivi e uditivi davvero elementari: è facilissimo aggirarli o attirarli uno alla volta nello stesso cespuglio senza che il resto della ronda si insospettisca, rendendo l'approccio silenzioso fin troppo semplice da portare a termine. Se si ha un po' di pazienza, si può svuotare un intero accampamento senza praticamente combattere, semplicemente stando attenti a non allertare gli avversari.

Vita rinnovata a bordo

Non possiamo ovviamente concludere questo nostro resoconto senza prima avervi raccontato qualcosa delle sezioni navali.
Anche la Jackdaw risente infatti positivamente dell'opera di restauro operata dal team di Singapore. Siccome ci siamo dedicati a un mare di scontri, una delle novità che abbiamo notato è il cannone rotante montato sulle paratie che ora non è più legato alla sequenza in quick time event scriptata, ma richiede un puntamento del tutto manuale.

Lucy è una degli ufficiali che potremo reclutare a bordo della Jackdaw dopo aver completato la sua linea di quest
Lucy è una degli ufficiali che potremo reclutare a bordo della Jackdaw dopo aver completato la sua linea di quest

Durante gli abbordaggi, mentre l'equipaggio sta "avvicinando" l'imbarcazione da predare tramite i rampini, bisogna gestire quest'arma stando bene attenti alla scarsità di munizioni (nella demo si avevano a disposizione soltanto cinque colpi) e tenendo sotto controllo il rollio costante dello scafo causato dalle onde. Quando ci si avvicina a vascelli di grandi dimensioni (oppure a imbarcazioni molto piccole), la differenza di altezza tra le navi copre la visuale e costringe a calcolare con precisione millimetrica l'alzo del tiro per massacrare gli avversari. Chiaro è che una volta raggiunto l'altro scafo, ci si può sbizzarrire con il nuovo combat system in spazi particolarmente ristretti.

C'è invece poco da aggiungere sulle battaglie in mare aperto, visto che tutto risulta potenziato e più vario, ma è perfettamente allineato alla nostra memoria di un tempo: prendersi a cannonate e lanciarsi in inseguimenti o fughe rimane un piacevole divertissement, ma non aspettatevi Skull and Bones o un rinnovato grado di profondità e complessità. Tra l'altro abbiamo anche provato la questline dedicata a Lucy (della durata di una ventina di minuti, almeno nella demo), uno dei tre nuovi ufficiali reclutabili. La sua mini-storia ci è apparsa coerente con lo spirito piratesco dell'opera originale e, una volta completata, ci ha permesso di averla a bordo con il conseguente sblocco di una modalità di fuoco speciale per la Jackdaw.

La competenza acquisita con lo sviluppo di Skull and Bones ha permesso di migliorare anche le battaglie navali
La competenza acquisita con lo sviluppo di Skull and Bones ha permesso di migliorare anche le battaglie navali

Piccola nota positiva anche per l'esplorazione marina potenziata a dismisura. Confermiamo che ora ci si può tuffare liberamente in acqua in qualsiasi punto per cercare segreti e tesori sommersi, ma la discesa libera trova comunque un limite di profondità che richiede di utilizzare la classica campana da immersione per spingersi oltre o accedere a sezioni specifiche per gli obiettivi di missione principali e secondari.

Questo primo contatto con Assassin's Creed: Black Flag Resynced, che probabilmente è anche l'ultimo prima della recensione, ci ha restituito la sensazione di un remake solido, tecnicamente eccellente, capace di svecchiare lo splendido capitolo di 13 anni fa, senza snaturarne l'atmosfera piratesca, ma anzi potenziandone ogni singolo aspetto. Se il parkour e il rinnovato sistema di combattimento sembrano offrire un ritmo decisamente più moderno e stimolante, l'intelligenza artificiale rimane arretrata e sembra avere più di qualche ripercussione sulle sezioni stealth, che ci sono sembrate un po' troppo facili. Le premesse per un grande ritorno ci sono tutte, ma bisognerà aspettare il gioco finale per capire quanto e come il gioco ha resistito al passaggio del tempo.

CERTEZZE

  • L'impatto visivo è eccellente
  • Il combat system richiede tempismo ed è molto meno automatico
  • Il parkour è rapido e Kenway risponde molto velocemente ai comandi
  • L'uso manuale di alcune armi da fuoco aggiunge tensione e strategia

DUBBI

  • L'intelligenza artificiale dei nemici rimane molto basilare e ingenua
  • Il parkour soffre di una certa legnosità quando ci si muove verso il basso
  • Le sezioni moderne continuano a rimanere avvolte nel mistero
  • Come saranno le versioni console?
I costi per la trasferta a Parigi sono stati coperti da Ubisoft
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