Quando sei un appassionato di Hitman e hai passato una vita a sognare un Bond creato da IO Interactive, giocare a 007 First Light è un piacere difficile da spiegare. Questo gioco è stato una scommessa senza dubbio ardita, ma quello tra la software house danese e il personaggio di Ian Fleming era un matrimonio scritto nelle stelle. L'opportunità andava colta, e fortunatamente almeno in questo caso le cose sono andate per il meglio.
Fattore rischio
Quando IO Interactive ha provato a fare prodotti più narrativi, eccetto con Hitman: Blood Money gli è sempre andata più o meno male. Con Kane & Lynch ha fatto ben sperare, ma poi si è sfracellata col secondo episodio, vittima anche di un budget non all'altezza dello scopo. Hitman: Absolution è un bel gioco, anche lui però è rimasto vittima della stessa maledizione.
Ma non è solo per superstizione che da imprenditore non avrei mai realizzato 007 First Light, mentre da appassionato non vedevo l'ora che venisse sviluppato. Fare un gioco come questo costa tantissimo e se non ti chiami Naughty Dog e hai PlayStation alle spalle può finire molto male. Sarebbe stato particolarmente doloroso vedere una software house come questa, che ha già rischiato il collo in passato e che soltanto da qualche anno ha ritrovato una certa stabilità economica, scivolare su un sogno come questo.
Hitman 007
Ma l'idea di realizzare uno 007 non può essere recente, a giocare gli Hitman è chiaro che quel sogno c'è sempre stato. L'Agente 47 è un personaggio completamente diverso da James Bond, ma spesso opera con gli stessi modi, e nelle stesse lussureggianti ambientazioni. Anche l'impronta cinematografica, come la scelta delle musiche sinfoniche, ha sempre ricordato la saga prodotta dalla famiglia Broccoli, ora in mano ad Amazon.
IO Interactive del resto non è famosa solo per le sue straordinarie meccaniche stealth, lo è anche per la qualità dei suoi livelli, contenuti ma estremamente credibili, nella messinscena generale e nella costruzione di interni e esterni in grado di lasciare a bocca aperta. Con poco, ti mette davanti a qualcosa che sembra grande, enorme, sconfinato. Questo perché c'è di mezzo la profondità di un gameplay, quello di Hitman, che in uno 007, brand che aspira a ben altra popolarità, sarebbe stato inadatto e fuori luogo. Per First Light quello stesso gameplay è stato così ridotto all'osso, piegato per dare spazio agli elementi più spettacolari e cinematografici richiesti dal nuovo progetto. E nonostante questo, ha continuato imperterrito a funzionare.
L'arcade e il simulatore
Non ti puoi arrabbiare con First Light, quasi tutti i suoi limiti sono voluti e infatti già abbondantemente risolti in precedenza da Hitman World of Assassination. Volete meno Uncharted, una IA nettamente migliore, cento strati di profondità e rigiocabilità in più? È proprio da Hitman che dovete andare. Questo non è il gioco da prendere sul serio, è quell'altro; altrettanto sbagliato sarebbe sottovalutarlo poiché il DNA resta esplosivo anche in First Light.
Lo si può vedere nella natura sandbox dei livelli più grandi e nelle numerose sfide che aggiungono spessore proprio dove non sembrava essercene poi molto, aumentando tra l'altro la longevità in modo considerevole. Solitamente, quando esce un gioco che ci piace, fantastichiamo di un'ipotetica versione migliore e più estrema, ma con 007 First Light questa esiste già. First Light è l'arcade, Hitman è il simulatore. Tra i due giochi ci sono anche differenze fondamentali, soprattutto nel cast. Il protagonista di Hitman, l'agente 47, è molto diverso da Bond: il primo ha zero empatia laddove Bond trasuda carisma, l'agente segreto è poi molto più agile e veloce al contrario del killer perfetto di Hitman che sa certo arrampicarsi, ma preferisce solitamente un approccio più riflessivo. Agente 47 è fortissimo, nel corpo a corpo nessuno può tenergli testa, ma con le armi da fuoco è più impacciato ed è per questo che il suo approccio è molto più votato allo stealth puro. Il bello di questi due giochi, così simili ma così diversi, così lontani ma così vicini, è che le sfumature presenti nei loro rispettivi gameplay sono impresse proprio dai loro ingombranti protagonisti.
Il salto di qualità
Usare un personaggio come Bond ha permesso a IO Interactive di affinare le proprie capacità in un modo che né Hitman, né Kane & Lynch, gli avrebbero mai permesso di fare. 007 richiede tanto cinema per funzionare davvero, e la cosa non è così facile se non lo hai mai fatto prima, se non hai un motore grafico davvero all'altezza, un cospicuo budget alle spalle e un occhio cinematografico degno della proprietà intellettuale che si maneggia. IO Interactive ha speso una grande quantità di soldi, 200 milioni di dollari (poco meno di quanti ne sono serviti a Naughty Dog per The Last of Us Part II, 50 in più di quanto costò realizzare il film Casino Royale) sia per aggirare i limiti del Glacier Engine che per dimostrare una volta per tutte queste capacità. Uscire dalla loro comfort zone è stata insomma una grandissima prova di coraggio che gli sviluppatori danesi portano all'incasso già nella prima grandiosa ora di gioco, attraverso uno dei migliori tutorial in circolazione.
Un inizio esplosivo
Il taglio veloce, iper cinematografico, con il quale vengono introdotte le meccaniche di base e i relativi comandi, oltre che il nuovo Bond, mozza il fiato e ti spedisce per direttissima nell'universo di Ian Fleming. First Light come anche quel Project Fantasy da cui si è recentemente tirata fuori Microsoft, ma che rimane in sviluppo, sono serviti innanzitutto per colmare quelle lacune tecniche e produttive che oramai rappresentavano un ostacolo nella crescita anche dello stesso Hitman, limitando anche la fantasia dei game designer.
Kane & Lynch è stato il loro primo tentativo di creare qualcosa di nuovo e più votato all'azione, ma il risultato finale non si discostò poi molto da un Hitman con più armi e sparatorie. 007 First Light al contrario porta sufficienti novità da guadagnarsi una sua identità: un sistema di comandi che ha finalmente la reattività richiesta da un vero gioco d'azione, combattimenti corpo a corpo spettacolari ma sotto controllo e un maggior dinamismo generale per sequenze generalmente molto più adrenaliniche di quante ne può offrire l'Agente 47. Ci sono molti elementi che ti fanno capire che First Light è un gioco IO Interactive, ma sono perlopiù dettagli di gameplay, di struttura.
Indipendente e lanciata nel futuro
007 First Light non è perfetto, Naughty Dog è ancora molto più brava a nascondere i trucchi scenici, ma il risultato raggiunto dagli sviluppatori danesi è encomiabile, oltre che un investimento per il futuro. A mio parere Hitman: World of Assassination è il miglior gioco stealth di sempre, ci gioco dal principio e la mia ultima partita risale a meno di 48 ore fa, ma lo è anche perché ha raggiunto l'apice di quel che poteva fare. Per fare meglio, oltre che per non rimanere indietro, era effettivamente necessario che tutta la software house facesse un salto di qualità importante, netto da non lasciare dubbi. In fondo, più che per 007 First Light, ad eccitarmi è quello che verrà dopo: un seguito di 007 più a fuoco, un nuovo Hitman in grado di stupire come ha fatto il precedente, o forse chissà: qualcosa di ancor più sorprendente?
L'industria dei videogiochi non versa in buone acque e nemmeno per IO Interactive sarà facile superare indenne la tempesta, ma l'azienda danese è ben posizionata, fieramente indipendente e lanciatissima nel futuro. Di questi tempi, non è affatto poco.
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