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Star Fox torna su Nintendo Switch 2: la recensione di un classico anacronistico che funziona ancora

L'ennesimo reboot della serie di Nintendo è un gioco ancorato alla sua epoca storica, ma con talmente tanto carattere da riuscire ancora ad affascinare e divertire.

RECENSIONE di Lorenzo Kobe Fazio   —   24/06/2026
L'artwork di Star Fox con l'intera squadra al completo
Star Fox
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Invece di Fox McCloud forse sarebbe il caso di chiamarlo Phil Connors, come il meteorologo di Ricomincio da Capo, pellicola con protagonista un Bill Murray costretto a rivivere di continuo la stessa giornata. Del resto, il pilota dell'Arwing è dai tempi del Super Nintendo che puntualmente deve sventare la stessa belligerante macchinazione del malvagio Andross, desideroso di prendersi con la forza l'intero Sistema Lylat.

La serie di Nintendo ormai da tempo non conosce una vera e propria evoluzione, prigioniera di una formula nonostante tutto ancora efficace, ma che finora ha soffocato ogni tentativo dei protagonisti di smarcarsi da una vicenda che si trascina, quasi identica a sé stessa, da decenni, attraversando con noncuranza intere generazioni di hardware.

Il primo atto di questa sorta di Commedia dell'Arte risale al 1993, forse non a caso proprio lo stesso anno in cui ha debuttato al cinema il sopracitato film. Poi ci è toccato rivivere la stessa battaglia su Nintendo 64, nel 1997; su Nintendo 3DS, nel 2011; e infine su Wii U, nel 2016. Nel mezzo, tentativi più o meno fortunati di far evadere il pilota dell'Arwing da questo loop temporale, come gli capitò per esempio in Star Fox Adventures, l'ultimo gioco sviluppato da Rare su console Nintendo con una struttura simile a quella di The Legend of Zelda.

Pur con inevitabili aggiornamenti grafici e variazioni alla formula, il canovaccio si è fossilizzato attorno a battute, nemici e scenari che puntualmente ci sono stati riproposti a cadenza ciclica. Una ripetizione che certamente ha il suo innegabile fascino, ma che allo stesso tempo mortifica e castra un contesto narrativo suo malgrado esplorato sempre in un solo senso.

Nonostante tutto, la sveglia sta suonando nuovamente e a destare dal sonno il Phil Connors dello spazio ci pensa ancora una volta I Got You Babe, celebre brano di Sonny & Cher. Star Fox non è altro che l'ennesimo reboot, rilettura dell'eterna battaglia interplanetaria tra il giovane McCloud e Andross che si rifà specificatamente a Lylat Wars, la versione più riuscita e teneramente citata dai videogiocatori più attempati di questa storia arcinota.

Un DNA antico

Riassumendo non senza una certa dose di approssimazione, Star Fox è uno sparatutto su binari ambientato ora sulla superficie di alcuni pianeti, ora nello spazio siderale. Tuttavia, non si tratta unicamente di muovere il mirino sullo schermo e di colpire i nemici con il giusto tempismo, come accadeva in un qualsiasi capitolo di The House of the Dead. Il videogiocatore deve anche schivare gli attacchi, evitare gli ostacoli, eventualmente compiere precise evoluzioni in volo per recuperare potenziamenti o scrollarsi di dosso un avversario incollato alla coda.

La squadra al suo completo
La squadra al suo completo

A ben vedere non servono chissà quante altre righe per descrivere per sommi capi il gameplay del gioco, rimasto sostanzialmente immutato dai tempi del Super Nintendo. Anche su Nintendo Switch 2 è tutta una questione di riflessi e di esperienza accumulata a furia di ripetere i livelli. L'avventura nel sistema Lylat, primo campanello d'allarme per un certo tipo di pubblico, si consuma nel giro di un'ora e mezza al massimo, tanto basta per sgominare il piano architettato da Andross. Il vero cuore dell'esperienza risiede nel registrare punteggi sempre più alti e nello scovare il modo di accedere a livelli alternativi che, oltre a offrire nuovi nemici e boss, conducono ad evoluzioni della trama e finali leggermente diversi tra loro. L'art director di Star Fox 64 ha pianto nel vedere la grafica del Remake Se non si ha la fissa per i segreti e per gli highscore, insomma, potete già ritenervi in buona parte sollevati dall'incarico di riportare la pace nel Sistema Lylat. Star Fox, proprio per questo, è un gioco anacronistico. La sua eterna ripetizione non si palesa solo in una struttura narrativa sostanzialmente identica o in livelli che si sviluppano attraverso situazioni già viste e sciami di nemici già affrontati. Le stesse fondamenta del gameplay affondano in un contesto storico e in un modo di concepire i videogiochi, che è rimasto quello dei primi anni '90. Star Fox è estremamente arcade, con ritmi e tempi di gioco distanti dalla contemporaneità. Al tempo stesso, il gameplay si dimostra ancora una volta efficace e intrattenente proprio grazie alla sua semplicità. Eliminare orde di navicelle spaziali con estrema rapidità, abbattere sempre più facilmente un gigantesco incrociatore, anticipare le offensive avversarie sviluppando una memoria muscolare sempre più fluida, è un'esperienza ancora capace di regalare puro divertimento, per quanto effimero e fine a sé stesso.

L'inizio del gioco, esattamente come ve lo ricordate
L'inizio del gioco, esattamente come ve lo ricordate

Non c'è un sistema di crescita del personaggio e del suo equipaggiamento. Non c'è una campagna single player longeva e zeppa di sbloccabili e missioni secondarie. Il tutto è circoscritto ad una quindicina di livelli in totale dalla durata non superiore ai dieci minuti ciascuno. Questa struttura potrebbe apparire limitata agli occhi dei neofiti, ma potrebbe esserlo persino per chi ha già avuto il piacere su Nintendo 64 o su Nintendo 3DS, dal momento che il gioco, a grandissime linee, è rimasto identico. I nemici compaiono negli stessi punti di un tempo. Vi toccherà aiutare Falco, Peppy e Slippy proprio dove e quando vi ricordate. Schemi e tecniche per abbattere i boss di fine livello sono sempre quelle. Per scovare i livelli segreti dovrete fare le stesse cose.

Ciò non toglie che in questa riedizione per Nintendo Switch 2 siano state fatte graditissime migliorie e aggiunte.

Nuovi modi di battere Andross

Non possiamo non cominciare dall'elemento più evidente, ovvero dalla grafica. Da questo punto di vista, il punto di partenza è ravvisabile in Star Fox 64 3D, che a sua volta rileggeva e arricchiva gli scenari visti su Nintendo 64. Innegabilmente, sotto questo profilo, siamo testimoni di un lavoro sopraffino, apprezzabilissimo sia in portabilità, che sullo schermo di casa senza alcun tipo di rallentamento in qualsiasi situazione. Gli scenari pullulano di dettagli. Ogni battaglia è una piacevole esplosione di effetti speciali. Texture definite ricoprono i modelli poligonali degli Arwing, dei nemici, delle strutture che riempiono i livelli. Non c'è alcuna traccia di elementi del passato presi di peso e riadattati. Tutto è stato rifatto completamente da zero e si vede.

Fox McCloud in questa riedizione non è l'eroe senza macchia che sembrava essere in passato, ma è un'autentica canaglia dello spazio con precisi interessi personali
Fox McCloud in questa riedizione non è l'eroe senza macchia che sembrava essere in passato, ma è un'autentica canaglia dello spazio con precisi interessi personali

Il rinnovamento ha coinvolto anche l'ambito narrativo. Scene d'intermezzo ben dirette ampliano come mai prima d'ora i confini narrativi della serie. La battaglia con Andross si arricchisce di dettagli tattici commentati dai membri del Team Star Fox e dall'onnipresente Generale Pepper che coordina le difese del Sistema Lylat. I quattro piloti degli Arwing hanno molte più battute e possibilità per ostentare le loro rinnovate caratterizzazioni. Slippy è un ingegnere entusiasta. Peppy è l'anima saggia e riflessiva del gruppo. Falco ha uno spirito competitivo a volte controproducente. Fox è un eroe molto più controverso rispetto al passato, corroso dal confronto con il padre scomparso, certo amante della pace, ma ancor più attratto dal profitto, da buon mercenario qual è. Star Fox non propone chissà quale intreccio intricato, ma tra un livello e l'altro ci si gode con gusto gli intermezzi che raccontano molto più che in passato i risvolti della guerra contro Andross.

La campagna principale, pur composta dallo stesso numero di livelli rispetto al passato, ora può essere affrontata sia a partire da tre diversi livelli di difficoltà, il più difficile andrà prima sbloccato, sia eventualmente in co-op. Con il GameShare, sia in locale che online, ogni giocatore controlla il suo Arwing attraverso i scenari, con la piacevole possibilità di utilizzare GameChat per coordinare meglio gli attacchi. In locale, invece, si può condividere uno dei due Joy-Con con un proprio amico. Uno controlla l'astronave, l'altro gestisce la mira, in una ripartizione dei compiti che, inevitabilmente, può ora rendere la vita più facile, se la simbiosi del duo funziona alla grande, ora può dar vita a situazioni piuttosto comiche. In ogni caso, questo multiplayer locale funziona e riesce ad essere piuttosto divertente, anche mettendo da parte qualsiasi ambizione relativa al punteggio da raggiungere.

Graficamente c'è davvero ben poco di cui lamentarsi
Graficamente c'è davvero ben poco di cui lamentarsi

Questa riedizione porta poi in dote altre due modalità di gioco. Innanzitutto è stata introdotta una Modalità Sfida. Ogni livello completato può essere riaffrontato cercando di soddisfare diversi obiettivi. Un certo tipo di nemici da distruggere, un punteggio specifico da raggiungere, determinati eventi da completare, sono alcune delle condizioni che vi verranno imposte. Nulla di particolarmente originale, ma aggiunge un po' di carne sul fuoco, e alcuni sbloccabili, che fanno lievitare di qualche ora la longevità garantita dal titolo.

Spazio anche al multiplayer competitivo, già proposto in passato, ma qui potenziato sia per combattere contro dei bot, sia per organizzare partite in locale via GameShare fino a quattro giocatori, o online per battaglie che possono coinvolgere otto piloti divisi in due squadre. Giocando in rete, si tratta sostanzialmente di ottenere più punti della squadra avversaria, distruggendo navicelle controllate dalla CPU, abbattendo quelle degli altri utenti e completando specifici obiettivi come la raccolta di determinati collezionabili sparsi per la mappa o riportando la bandiera nella propria base. Come in alcuni livelli della campagna principale, in questi casi Star Fox abbandona la struttura su binari per consentire ai partecipanti il volo libero all'interno di arene di medie dimensioni. Gli scontri così diventano un divertente susseguirsi di dogfight ed evoluzioni per sganciarsi dal fuoco nemico.

Gli unici veri sbloccabili presenti nel gioco sono quasi completamente riconducibili alla targhetta personalizzabile visualizzabile durante i matchmaking negli scontri online
Gli unici veri sbloccabili presenti nel gioco sono quasi completamente riconducibili alla targhetta personalizzabile visualizzabile durante i matchmaking negli scontri online

Purtroppo, come spesso accade per molte produzioni Nintendo, manca completamente un senso di progressione in questa modalità online. Le partite sono divertenti, soprattutto quando ci si oppone a squadre esperte, ma non essendoci alcuna reale ricompensa per le partite vinte, il tutto risulta estremamente fine a sé stesso. Complice anche le poche mappe a disposizione e le condizioni di vittoria che tendono a ripetersi già dopo una manciata di battaglie, il competitivo rischia di avere vita piuttosto breve, nonostante il gameplay di Star Fox si adatti perfettamente a questo contesto.

Chiude il manipolo di aggiunte, il cosiddetto Visualizzatore, un menù che progressivamente si arricchisce di nuove voci e che contestualizza tramite testi a schermo i personaggi, i nemici e gli scenari attraversati nella campagna principale e nelle modalità accessorie.

Conclusioni

Versione testata Nintendo Switch 2
Digital Delivery Nintendo eShop
Prezzo 59.99 € / 49.99 €
Multiplayer.it
8.0
Lettori (15)
7.2
Il tuo voto

C'era davvero bisogno di riproporre per l'ennesima volta Lylat Wars? Innegabilmente siamo di fronte ad un'operazione prettamente commerciale di Nintendo, utile sia per rilanciare il personaggio di Fox McCloud dopo averlo fatto esordire al cinema in Super Mario Galaxy - Il film, sia per riempire la line-up della sua console con una produzione più facile da sviluppare con tempi e risorse relativamente contenute. Al netto di questa presa di coscienza, Star Fox è innegabilmente un gioco alieno al contesto contemporaneo delle produzioni tripla A. Si tratta di un dinosauro lontano dal suo habitat naturale che propone meccaniche, ritmi di gioco e una struttura generale che difficilmente si adatta alle aspettative e ai desideri del pubblico contemporaneo. Allo stesso tempo, il restyling grafico può dirsi estremamente riuscito e anche le nuove modalità, che pur non stravolgono in alcun modo gameplay e materiale d'origine, si dimostrano degli ottimi riempitivi che fanno lievitare, pur timidamente, la longevità. Star Fox non resterà installato sulle vostre Nintendo Switch 2 a lungo. Dopo aver sbloccato tutti i livelli alternativi presenti e dopo una manciata di partite online molto probabilmente sarete già sazi. Nonostante ciò, è sorprendente scoprire come ancora oggi la formula di gioco da sparatutto su binari in salsa sci-fi funzioni ancora benissimo. Sorvolare i cieli di Corneria sparando a tutto ciò che si muove, sconfiggere la Star Wolf in intensi e forsennati dog fight, abbattere gigantesche ammiraglie nello spazio siderale, sono tutte situazioni che regalano ancora tanta soddisfazione e divertimento. Il tutto è certamente effimero, ma anche per questo Star Fox è forse il gioco perfetto per quest'estate. Soprattutto se avete qualche anno sulle spalle e conservate un ricordo speciale dei pomeriggi passati con il Nintendo 64 nel tentativo di salvare, per l'ennesima volta, il Sistema Lylat.

PRO

  • Restyling grafico riuscitissimo
  • Modalità online divertente
  • Gameplay immediato e ancora divertentissimo

CONTRO

  • Longevità molto contenuta
  • Titolo adatto ad una nicchia di amanti dell'highscore
  • Manca qualsiasi tipo di progressione nella modalità competitiva
Abbiamo recensito il gioco grazie a un codice fornito da Nintendo.
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