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Owlcat Games racconta la sua filosofia con le storie d'amore... e di quando ebbe un problema di cannibalismo

Owlcat Games ha sempre fatto delle scelte originali per le storie d'amore nei suoi giochi, al punto che a un certo punto ha avuto un problema di cannibalismo.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   22/04/2026
Arueshalae in Pathfinder: Wrath of the Righteous
Pathfinder: Wrath of the Righteous
Pathfinder: Wrath of the Righteous
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Nel vasto panorama dei giochi di ruolo, l'approccio alle relazioni amorose virtuali divide spesso gli sviluppatori: se studi come Obsidian preferiscono evitarle, Owlcat Games si posiziona all'estremo opposto, affiancando giganti come BioWare e Larian. In titoli come Warhammer 40.000: Rogue Trader e la serie Pathfinder, le "romance" sono infatti una componente centrale, e lo studio ha recentemente svelato i retroscena della propria filosofia in un nuovo dev blog. Stando a quanto spiegato dal team, la regola d'oro è evitare di creare la "classica waifu media che va bene per tutti ma non spicca in niente". Tuttavia, cercare l'originalità a tutti i costi li ha portati, in passato, a deviare decisamente troppo dalla norma, tanto da avere problemi di cannibalismo, per così dire.

Amore alla brace

L'aneddoto riguarda le fasi iniziali di sviluppo di Pathfinder: Wrath of the Righteous: "Infatti," raccontano gli sviluppatori, "all'inizio della produzione ci siamo trovati in questa situazione. A un certo punto ci siamo resi conto che avevamo tre personaggi femminili con cui intraprendere una romance, ed erano tutte e tre cannibali."

Wenduag
Wenduag

Questa bizzarra coincidenza ha costretto il team a intervenire sulla sceneggiatura. Personaggi come Arueshalae, la succube in cerca di redenzione, hanno ricevuto dialoghi aggiuntivi per sottolineare il suo disinteresse verso la carne umana. Una riscrittura che, ammette lo studio, l'ha "leggermente spostata verso il tipo di ragazza 'mediamente gradevole', sebbene fortunatamente non lo sia diventata del tutto". Per chi invece ha gusti decisamente più macabri, la mutante aracnoide Wenduag è potuta rimanere una cannibale a tutti gli effetti.

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Il post esplora anche i limiti legati alle relazioni nei videogiochi. Nel precedente Pathfinder: Kingmaker, lo studio aveva inserito con successo una coppia poliamorosa che il giocatore poteva dividere o, sorprendentemente, a cui poteva unirsi con la benedizione di entrambi i partner. Tuttavia, difficilmente vedremo dinamiche simili nei progetti futuri. La motivazione è puramente produttiva: "Per quanto ci piacerebbe sperimentare in questo ambito," spiega Owlcat, "il problema del poliamore nei giochi di ruolo è la complessità e il costo di sviluppo, che crescono in modo esponenziale."