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Star Fox: un volo sulle ali della nostalgia

Nintendo ci ha invitato a provare Star Fox, remake Switch 2 dello storico Lylat Wars per Nintendo 64: ad attenderci abbiamo trovato un tuffo nella nostalgia che profuma di space opera.

PROVATO di Lorenzo Mancosu   —   02/06/2026
La Key Art di Star Fox
Star Fox
Star Fox
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Quello di Star Fox non è mai stato il marchio piú popolare di Nintendo. Nel suo universo non si incontrano grandi blockbuster, è sempre rimasto legato a formule di gameplay figlie dei tempi che furono, raramente è stato accostato al termine "capolavoro", e paradossalmente i suoi protagonisti devono la maggior parte della loro fama fra il pubblico più giovane alla presenza sui fondali di Super Smash Bros. Insomma, fino a poche settimane fa non c'erano assolutamente gli estremi per presagire la presenza di Fox McCloud fra i cavalli destinati a trainare l'infanzia di Nintendo Switch 2, ma le cose sono cambiate drasticamente all'inizio del mese di aprile, quando il mercenario spaziale si è rivelato a sorpresa coprotagonista del film Super Mario Galaxy di Illumination. Così, conoscendo il modo in cui ragiona la Nintendo di Furukawa - ma soprattutto una mente di peso come quella di Shigeru Miyamoto - in quell'istante le quote di un nuovo videogioco della serie sono improvvisamente schizzate alle stelle.

Il debutto fra i primi esperimenti in 3D, l'approdo su Nintendo 64, la discussa parentesi incarnata da Adventures e i passi traballanti mossi dai capitoli Assault e Zero: scavando nella miniera del franchise è molto difficile riuscire a estrarre delle gemme, con una sola grande eccezione. Esistono solo due tipi di giocatori Nintendo: quelli che all'epoca hanno amato Lylat Wars e quelli che non hanno avuto occasione di giocarlo. Il perché sia ancora così amato è oggetto di dibattito, non si può ignorare l'ingombrante spettro della nostalgia, ma se esiste un punto fermo dal quale costruire un ponte verso il futuro quello sta senza dubbio nella prima avventura nello spazio di Fox, Falco Peppy e Slippy: uno sparatutto su binari che ha cementato l'immaginario degli animali spaziali nella mente di tantissimi bambini e ragazzi.

Così Nintendo ha scelto di ripartire esattamente da quell'istante della linea del tempo, fissando quella che a nostro avviso potrebbe rappresentare solo la prima pietra di un percorso di rinascita: abbiamo provato Star Fox, remake completo dello storico Lylat Wars che porta la dinastia dei McCloud su Nintendo Switch 2.

Siamo la Star Fox

Siamo nel sistema Lylat, nello spazio profondo, un universo fantascientifico che è stato colonizzato dagli abitanti di Corneria. Il generale Pepper è molto preoccupato per i movimenti che provengono dal pianeta Venom, il remoto corpo celeste in cui è stato esiliato il folle scienziato Andross, così sceglie di inviare sul posto una squadra di piloti esperti per indagare: l'asso dell'Arwing James McCloud, il veterano Peppy Hare, e il viscido Pigma Dengar. Ma, come direbbe l'ammiraglio Ackbar, è una trappola: Dengar diserta fra le file del nemico, mentre James sacrifica la sua nave per salvare la vita di Peppy, consentendogli di informare il generale della situazione. Cinque anni più tardi, ogni singolo settore di Lylat viene improvvisamente messo a ferro e fuoco da un attacco su larga scala delle forze di Andross, costringendo il generale a chiamare in servizio una squadra di mercenari tanto dotati quanto imprevedibili: è la Star Fox, ovvero Fox McCloud, Peppy Hare, Falco Lombardi e Slippy Toad.

Ogni elemento del comparto artistico richiama le grandi space opera cinematografiche
Ogni elemento del comparto artistico richiama le grandi space opera cinematografiche

I contorni del remake di Star Fox vengono fissati sin dai primi minuti dell'esperienza: la vicenda si apre con un filmato in computer grafica che riprende l'interezza dell'antefatto e la ricognizione su Venom di James McCloud, puntando i riflettori sul forte taglio cinematografico che caratterizza l'operazione, e non solo per quel che riguarda l'estetica, ma in ciascuno degli ambiti artistici. L'incipit è una chiarissima citazione alle sequenze d'apertura degli Star Wars di George Lucas: inquadratura delle stelle che discende verso la superficie di Venom, ingresso in scena dei caccia, musica orchestrale in sottofondo, transizioni orizzontali e verticali, dialoghi in tempo reale fra i piloti. Oltre alla grafica rinnovata e alla colonna sonora, che è stata completamente riarrangiata, a prendersi subito il centro del palco è un doppiaggio in italiano che è stato affidato a voci veterane, come per esempio quella di Mario Scarabelli.

Insomma, Nintendo ha scelto una direzione molto chiara: prendere la spina dorsale ludica di Lylat Wars per Nintendo 64 e costruirle attorno una space opera con il linguaggio del cinema, lavorando sì per rifare totalmente il look al sistema Lylat, ma concentrandosi soprattutto su ciò che accade durante gli intermezzi fra una missione e l'altra, trasformando quelli che su Nintendo 64 erano semplici briefing del centro tattico in un collante dedicato all'universo narrativo. Lo scopo? Approfondire il carattere dei protagonisti, scavare nel rapporto di rivalità tra Fox e Falco anziché riservarlo agli sfottò durante le missioni, rendere la nave Great Fox una sorta di Millennium Falcon in cui ambientare momenti condivisi, cementare le radici della costruzione del mondo per tentare di scavare nel sistema Lylat quegli strati di profondità che gli sono sempre mancati.

Ogni singola ambientazione del sistema Lylat ha ricevuto un trattamento di restauro eccellente
Ogni singola ambientazione del sistema Lylat ha ricevuto un trattamento di restauro eccellente

La seconda anima di Star Fox risiede, invece, nel sistema Lylat vero e proprio, che è stato completamente ridisegnato. Il risultato si potrebbe paragonare a quello ottenuto da Vicarious Visions con la serie di Crash Bandicoot, nel senso che non si è trattato semplicemente di costruire sopra le fondamenta originali, ma di aggiungere una mole spropositata di dettagli e trasformare in realtà tutto ciò che su Nintendo 64 era semplicemente frutto della fantasia. I palazzi degli insediamenti su Corneria, i mecha in stile Mobile Armor del Settore Y, la cintura di asteroidi di Meteo: in alcuni casi le ambientazioni sono state re-immaginate da zero, l'arte ambientale ha fatto passi da gigante, l'effettistica mostra tutto il peso di un balzo di cinque generazioni, ma la ciliegina sulla torta è il design dei veicoli, capace di trasformare texture un tempo piatte in forme estremamente complesse e rappresentative dell'immaginario originale.

A bordo dell'Arwing

Fatto il dovuto plauso alla componente artistica e al taglio cinematografico tocca parlare dell'elefante nella stanza, ovvero il gameplay di Star Fox. Lylat Wars era uno sparatutto su binari fortemente legato alla tradizione, soggetto a ritmi compassati e chiaramente pensato per essere accessibile da un pubblico più ampio possibile. Questa natura non è cambiata: di fatto, al netto del miglioramento del sistema di controlli e di qualche meccanica dedicata alla qualità della vita, l'esperienza centrale offerta da Star Fox sembra rimasta identica a quella di Lylat Wars, con tutti i pregi e i difetti del caso. In questa prova abbiamo potuto mettere mano ad alcuni livelli della modalità storia e a una mappa del multigiocatore, ma purtroppo non c'è stata l'occasione di testare la difficoltà più elevata e alcune delle novità dedicate alla rigiocabilità, cosa che rende molto difficile stilare un bilancio consapevole.

Come era lecito aspettarsi, l'Arwing si manovra che è una meraviglia
Come era lecito aspettarsi, l'Arwing si manovra che è una meraviglia

La struttura di Star Fox orbita attorno alla mappa stellare del sistema Lylat, sulla quale bisogna tracciare una rotta che da Corneria arrivi fino a Venom: ciò significa che non esiste un percorso fisso e predefinito per completare l'avventura, ma ciascuna missione è dotata di un bivio - ai tempi del Nintendo 64 anche piuttosto criptico - volenteroso di svelare uscite nascoste. Adesso questo sistema è stato integrato direttamente nella cornice della narrazione: per fare giusto un esempio, dopo lo scontro con la squadra Star Wolf sul pianeta Ficina, i piloti e il generale Pepper discutono se valga la pena proseguire verso il Settore X o indagare la misteriosa traccia energetica che proviene dalla stella Solar, invogliando ulteriormente a giocare e rigiocare l'avventura per esplorare tutte le strade e le missioni disponibili. Di converso, alcuni indizi riguardo il metodo per raggiungere le uscite secondarie sono stati resi più chiari e telefonati, cosa che è senz'altro molto comoda ma rischia di minare l'alone di mistero che un tempo ammantava il viaggio di Fox.

Una volta in missione ci si sente subito a casa e l'Arwing si manovra che è una meraviglia, sia nella configurazione classica sia soprattutto nella modalità All-Range, ovvero quando è possibile esplorare liberamente l'arena in tre dimensioni. Il sistema di controlli moderno è stato adattato con grande efficacia, alcune funzionalità del tastierino C sono state trasferite sui pulsanti frontali e altre sulla croce direzionale, rendendo l'accesso al boost e al freno - ma soprattutto a manovre avanzate come l'anello e U-Turn - decisamente più agevole e immediato. Il rovescio della medaglia sta proprio nel fatto che il resto dell'offerta non è cambiato di una virgola: se la schermata diventa più leggibile e i controlli si fanno più responsivi, inevitabilmente ciò che già un tempo risultava semplice rischia di diventare ancora più semplice, camminando su un filo molto sottile.

Il nostro dubbio principale riguarda proprio il grado di sfida, perché se un boss di fine livello finisce per crollare nell'arco di pochi istanti si corre il rischio concreto di non riuscire a godere dei miglioramenti che hanno toccato il suo design. Anche in questo caso, la scelta di Nintendo è stata chiara, per quanto rischiosa: rifare la carrozzeria lasciando immutato il motore che riposa sotto il cofano, limitandosi a fornire una contropartita per mezzo di una lunga serie di aggiunte alla formula centrale. Al completamento di ogni missione si riceve una valutazione, c'è la modalità Sfida, c'è la sopracitata modalità Pro che nell'originale si sbloccava ottenendo tutte le medaglie, ma si tratta di elementi che non abbiamo avuto occasione di mettere alla prova. L'esperienza rimane soddisfacente e appagante, sfrecciare in mezzo a enormi battaglie spaziali e volare radenti appena sopra le superfici acquatiche è ancora una meraviglia, ma al momento non è facile farsi un'idea completa dell'efficacia della formula di gioco.

Novità, co-op e PvP

Una delle novità da copertina sta nella possibilità di affrontare anche la campagna in modalità cooperativa, semplicemente dividendo fra i due giocatori il controllo del movimento e quello dell'artiglieria dell'Arwing. Il sistema funziona molto bene, specialmente se accoppiato alla funzionalità mouse del Joy Con 2: per certi versi il pilotaggio diventa ancora più efficace, perché ciascuno dei partecipanti alla sessione si deve focalizzare su un singolo compito e la fase di puntamento si fa estremamente precisa. Certo, non si tratta di una dinamica rivoluzionaria, ma è un'opzione molto divertente, nel classico stile "da divano" di Nintendo, perché dopo pochi minuti è inevitabile iniziare a darsi la colpa a vicenda e bisticciare in merito alla responsabilità della buona riuscita della missione.

La modalità cooperativa e lo sfruttamento del mouse funzionano particolarmente bene nell'abitacolo
La modalità cooperativa e lo sfruttamento del mouse funzionano particolarmente bene nell'abitacolo

Decisamente più impattante è la componente PvP, il multigiocatore competitivo, che abbiamo potuto testare nei confini di battaglie quattro contro quattro in modalità "controllo". Il volo è All-Range, dunque è possibile muoversi liberamente per l'interezza dell'ambientazione, e sono stati aggiunti diversi strati di profondità al di sopra delle semplicissime fondamenta del versus dell'opera originale. In questo caso specifico, nella mappa di Corneria, esistevano tre diversi modi per accumulare punti sul contatore condiviso dalla squadra: distruggere gli Arwing nemici, sfoltire le piccole navicelle di fazione controllate dai bot, ma soprattutto restare all'interno di determinate zone segnalate, in puro stile "Postazione", tentando di resistere agli assalti degli avversari oppure di spazzarli via fino allo scadere del relativo conto alla rovescia.

Le modalità PvP sembrano molto veloci e divertenti
Le modalità PvP sembrano molto veloci e divertenti

In questo caso gli sviluppatori hanno scelto di fare un piccolo miglio in più: oltre ad aver costruito delle mappe dedicate esclusivamente alla formula delle battaglie online, hanno anche realizzato delle meccaniche originali e degli equipaggiamenti extra, in modo tale da configurare l'ambientazione All-Range come quella di uno sparatutto in stile arena. Si possono trovare kit di riparazione per l'Arwing, potenziamenti per i laser, ovviamente le bombe, ma anche dei power-up inediti, come per esempio un devastante raggio al plasma che può distruggere in pochi istanti più di una nave avversaria. Insomma, si tratta di un contenuto rapido e divertente che si incasella piuttosto bene nell'offerta, ma anche in questo caso è troppo presto per poterne valutare l'effettiva varietà e l'efficacia nel lungo periodo.

Prime impressioni

Questo nuovo Star Fox è un titolo che mostra due facce diverse a seconda del punto di vista di chi l'osserva: la prima è di facile interpretazione, perché chiunque abbia vissuto Lylat Wars troverà ad attenderlo un bellissimo tuffo nel passato e nella nostalgia, realizzato con un grado di cura ben superiore rispetto a qualsiasi altra riedizione firmata Nintendo. La seconda, invece, è decisamente più complessa da leggere, perché l'anima della produzione rimane distante dallo standard diffuso contemporaneo, rendendo estremamente difficile capire come potrebbe essere accolta da chi la scoprirà per la prima volta. In ogni caso, l'obiettivo è limpido: costruire una classica "origin story" per la squadra Star Fox, rispolverando un classico del passato al fine di preparare il terreno per ciò che arriverà in futuro, sia esso un nuovo videogioco, un film o magari una serie tv.

Finalmente Fox ottiene la sua origin story di nuova generazione
Finalmente Fox ottiene la sua origin story di nuova generazione

Lo stile artistico adottato per riportare in vita questo universo è già finito al centro di numerose discussioni, c'è chi l'ha apprezzato e chi non riesce ad abbracciarlo, ma dopo aver messo mano alle prime missioni ci siamo fatti un'idea piuttosto chiara dell'intenzione del team assemblato da Yoshiaki Koizumi. Il desiderio di Nintendo è trapiantare la vicenda del sistema Lylat nei confini delle classiche space opera, avvolgendo la narrazione con un manto lievemente oscuro che fa a pugni con l'estetica dei protagonisti. Le assolute vincitrici dell'operazione sono le ambientazioni: Corneria, Meteo, Fucina, il Settore Y, tutti i settori spaziali che abbiamo attraversato si sono presentati in uno stato di forma davvero smagliante, ci hanno lasciato addosso una voglia matta di tornare a esplorare la superficie di Solar, il campo di battaglia del Settore Z e ogni altra rotta disponibile per cogliere tutti i nuovi dettagli.

Sarà interessante scoprire i nuovi elementi pensati da Nintendo per rinfrescare la formula
Sarà interessante scoprire i nuovi elementi pensati da Nintendo per rinfrescare la formula

Lo stesso discorso rimane valido per i veicoli, per le astronavi delle forze di Andross e per i boss che abbiamo affrontato, ma soprattutto per il comparto sonoro e per le musiche di Koji Kondo e Hajime Watai, che sono state riarriangiate e registrate da un'orchestra sinfonica. Insomma, questo primo confronto ci ha messo di fronte a un universo da incorniciare, a un sistema Lylat che illumina sotto una luce tutta nuova le sue ambientazioni più iconiche, ma anche a una formula di gameplay che - a differenza di produzioni sempreverdi come il Metroid Prime di Retro Studio - deve ancora provare il suo valore nella contemporaneità di Switch 2, radicata com'è in un lontano passato. Mai come in questo caso, l'unico modo per sciogliere i dubbi sarà mettere mano a Star Fox in occasione della recensione, per ottenere una visione d'insieme del pacchetto confezionato da Nintendo.

Per il momento possiamo dire "Mission Complete", ma per il "Mission Accomplished" bisognerà aspettare ancora un po'. Star Fox per Nintendo Switch 2 nasce con un obiettivo molto chiaro in mente: trapiantare nel futuro le fondamenta di Lylat Wars per Nintendo 64, costruendo una space opera molto cinematografica che sappia rivestire il ruolo della classica origin story del gruppo di mercenari spaziali. La grafica, la regia, il doppiaggio, la sceneggiatura, la colonna sonora orchestrale, tutto sembra muoversi per trasformare in realtà ciò che negli anni '90 era il prodotto della fantasia, illuminando sotto una luce tutta nuova il sistema Lylat, le sue splendide ambientazioni e soprattutto il design dei veicoli. Eppure, nonostante il miglioramento del sistema di controllo e l'innesto di nuove modalità originali, la sensazione è che la formula del gameplay sia rimasta fortemente radicata nel passato, offrendo un volo sulle ali della nostalgia che farà sorridere i veterani ma che potrebbe essere indigesto per i nuovi arrivati. Per fare bilanci di sorta toccherà attendere il pacchetto completo, in modo tale da scoprire gli stratagemmi adottati da Nintendo per aggiungere pepe a una ricetta molto tradizionale.

CERTEZZE

  • Lylat Wars diventa una space opera cinematografica
  • Ambientazioni, veicoli e sequenze bellissime e molto varie
  • Le modalità multigiocatore sono molto divertenti
  • Sistema di controllo migliorato

DUBBI

  • L'esperienza risulta davvero troppo facile
  • Serve del pepe: Nintendo l'avrà aggiunto?
Siamo stati invitati da Nintendo a provare in anteprima le missioni iniziali della campagna e una piccola parte delle modalità multigiocatore.
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