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Final Fantasy VII Revelation, la prova del capitolo conclusivo tra Wutai e la Highwind

Gameplay, novità del sistema Fits e primi dettagli su Vincent e Cid giocabili nella nostra anteprima.

PROVATO di Fabio Di Felice   —   10/09/2026
Final Fantasy VII Revelation chiude il cerchio della trilogia
Final Fantasy VII Revelation
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Final Fantasy VII Revelation è uno dei videogiochi più importanti usciti da Square Enix da un bel po' di anni a questa parte, e per diversi motivi. Prima di tutto, mette la parola fine alla più ambiziosa operazione di remake che sia mai stata pensata nel mondo dei videogiochi: prendere il classico dei classici, che spegnerà trenta candeline sulla torta proprio alla vigilia dell'uscita di Revelation, rimetterlo in discussione, ripensarlo, scompattarlo, espanderlo. In via definitiva, ridisegnarlo dall'inizio alla fine. In seconda battuta, è anche un banco di prova per Square Enix dopo il grande successo (seppur non privo di ombre) di critica e di pubblico di Final Fantasy VII Remake e Rebirth. Se i due videogiochi precedenti vivevano di filosofie quasi contrapposte - lineare e raccolto il primo, enorme e spensierato il secondo -, a questo terzo capitolo tocca ritagliarsi un'identità altra, differente da quella dei predecessori. Non ultimo, forse il compito più difficile: chiudere il cerchio.

Perché chissà quanti cambiamenti Square Enix - e la crème de la crème coinvolta in questa operazione senza precedenti, tra Naoki Hamaguchi, Yoshinori Kitase e Tetsuya Nomura - ha apportato alla storia principale. Sebbene in Final Fantasy VII Remake l'intento restauratore sembrasse molto più marcato che in Rebirth, è indubbio che le scelte che hanno portato Cloud, Tifa, Barret e gli altri personaggi a questo punto siano differenti rispetto a quelle del videogioco originale. Con sovrastrutture che hanno fatto storcere il naso ai fan e che ora, alla resa dei conti, dovranno trovare un senso compiuto.

Final Fantasy VII Revelation deve chiudere tutti i conti in sospeso
Final Fantasy VII Revelation deve chiudere tutti i conti in sospeso

Final Fantasy VII Revelation ha il fardello di dover chiudere con il passato, ma anche di sistemare i conti con il presente e magari di caricarsi sulle spalle il futuro dell'azienda. Con una forza tale da essere ormai diventato un brand quasi a sé, Final Fantasy VII non può limitarsi a essere solo una meteora - come quelle che Sephiroth ama scagliare contro i suoi nemici -, ma deve piuttosto mettere d'accordo una platea immensa e per definizione incontentabile. Curiosi del destino editoriale di questo enorme progetto che ha abitato gli ultimi dieci anni di Square Enix, abbiamo avuto modo di provarlo in anteprima alla Gamescom, con una demo piena zeppa di possibilità. Forse anche troppe.

Tante cose da fare, forse troppe?

La nostra prova inizia sulla Highwind, l'amata aeronave che già su PlayStation, nel 1997, scarrozzava il party di Cloud in giro per il mondo. A tal proposito, dopo una breve introduzione, notiamo subito una cosa peculiare: nel nostro party non figurano né Cloud né Tifa. Chi ha giocato al titolo originale forse immaginerà perché e capirà in che momento della storia ci troviamo, con i protagonisti impegnati in altro. Abbiamo però in squadra due nuovi personaggi, ovvero Vincent Valentine e Cid Highwind.

La demo è molto corposa e all'inizio ci viene detto che avremmo dovuto giocarci per oltre venti ore per riuscire a portare a termine tutte le attività che vi sono contenute. Chiaramente non abbiamo tutto questo tempo a disposizione e quindi ci tocca scegliere: esplorare l'arcipelago di Mideel oppure proseguire con la storia e visitare Wutai, patria di Yuffie. Decidiamo di fare entrambe le cose e, non appena prendiamo il controllo dell'aeronave, ci dirigiamo verso Mideel. Una piccola nota sulla guida della Highwind: per chi ha giocato al titolo originale, per qualche strana magia Square Enix è riuscita a replicare la stessa sensazione di libertà di sorvolare il mondo che si provava nel videogioco del 1997. È stato un momento magico, azzeccato in pieno.

Facciamo rotta verso l'arcipelago, sorvolando questa nuova regione composta da lussureggianti foreste, e decidiamo di paracadutarci nel bel mezzo di una di esse. La discesa viene controllata dal giocatore ed è possibile, in ogni momento, aprire il paracadute e planare dolcemente a terra. Non appena mettiamo piede a Mideel, veniamo subissati di pop-up sullo schermo firmati MAI, l'assistente IA di Chadley, che ci elenca tutte le possibili attività della zona. Mostri leggendari da affrontare, rovine da esplorare, evocazioni da domare e chi più ne ha più ne metta. Prima di riprendere il controllo di Yuffie e soci, dobbiamo liberarci di almeno una mezza dozzina di pop-up. Troppi e, tra l'altro, non ci piace il modo - davvero poco elegante - di segnalare tutte le attività, come fosse una sorta di guida turistica dell'area. Mettere in chiaro tutto ciò che ci aspetta in quella zona ci toglie un po' il gusto della sorpresa.

Tra attività secondarie, mostri e cacce al tesoro, non mancheranno le cose da fare
Tra attività secondarie, mostri e cacce al tesoro, non mancheranno le cose da fare

Una volta liberati dai pop-up, ci rendiamo conto che non abbiamo molto tempo per scartabellare tra le decine di missioni che ci sono state assegnate. Cominciamo invece a studiare il sistema di classi, qui chiamato Fits. Come ci viene spiegato, si tratta proprio di una reinterpretazione del vecchio e caro job system: ogni personaggio può scegliere una specializzazione per avere accesso ad abilità esclusive, che si sommano a quelle uniche degli eroi. In questo caso abbiamo Yuffie con una configurazione da guerriera, Barret che indossa un'armatura da cavaliere in metallo e Nanaki, Red XIII, con una veste da mago che gli cade addosso in maniera un po' goffa.

Questa è un'altra scelta che non abbiamo amato poi troppo. I completi delle diverse classi tendono a sovrascrivere l'identità visiva di personaggi che, trent'anni dopo la loro prima comparsa, risultano ancora perfetti e iconici nei loro costumi. Barret, per esempio, indossa questa armatura fantascientifica che sacrifica del tutto la sua identità da eco-terrorista. Va un po' meglio con Yuffie e Vincent, che indossano l'abito del guerriero, seppure anche i loro costumi appaiano immensamente più banali di quelli iconici che Nomura stesso disegnò nel 1997. Fortunatamente è possibile scegliere il completo da far indossare al personaggio, tornando anche a quelli originali, a prescindere dalla classe scelta.

I nuovi outfit dei personaggi tendono a sovrascrivere l'identità visiva di Tifa e degli altri
I nuovi outfit dei personaggi tendono a sovrascrivere l'identità visiva di Tifa e degli altri

Oltre all'outfit, però, la scelta della classe influenza anche il parco mosse a disposizione. Guerriero, mago, cavaliere ed evocatore hanno accesso ad abilità esclusive che vanno a sommarsi a quelle previste nella naturale progressione di ogni personaggio e permettono di creare degli interessanti ibridi. Il guerriero, per esempio, è in grado di effettuare un attacco caricato molto potente che prende di mira tutti gli avversari in campo. Il mago ha accesso alle versioni più potenti delle magie elementali. Nella nostra partita Red poteva lanciare Firaja e Blizzaja, il quarto e massimo livello finora inaccessibile nei videogiochi precedenti. Questa trovata dei Fits rende il sistema di combattimento di Final Fantasy VII Revelation ancora più complesso e ricco. Di nuovo, ci chiediamo: troppo? Tra attacchi combinati, materia, abilità e ora una nuova voce del menù dedicata alle skill proprietarie di ogni classe, il sistema di combattimento è abitato da moltissime meccaniche tutte diverse.

Vincent e Cid

Nel corso della prova abbiamo avuto modo di scendere in campo e provare un'altra delle novità più attese di Final Fantasy VII Revelation, ovvero l'introduzione degli ultimi due personaggi del cast originale, che finalmente diventano giocabili. Ci riferiamo ovviamente al pilota Cid Highwind, che maneggia una lunga lancia con estrema abilità, e a Vincent Valentine, il tenebroso personaggio che il party ha incontrato nella Residenza Shinra in Final Fantasy VII Rebirth e che sembra avere un bel po' di conti in sospeso con questa zaibatsu.

Cid si sbarazza dei nemici con la sua letale lancia
Cid si sbarazza dei nemici con la sua letale lancia

Cid è un personaggio molto veloce. Con la sua lancia può destreggiarsi abilmente anche in gruppi molto numerosi di nemici. Durante la nostra prova lo abbiamo giocato mentre ricopriva il ruolo di mago nero e riusciva quindi ad alternare gli ampi fendenti con alcune delle magie più devastanti del gioco. È molto intrigante il fatto che i suoi colpi debbano rispettare un certo tempismo per essere il più efficaci possibile. Un'aura celeste sprigionata dalla lancia ci indica quand'è il momento di colpire nuovamente e, attendendo qualche secondo dopo una raffica di colpi, Cid termina la combo con una spettacolare spazzata ad area. Cid rappresenta quello che nei vecchi Final Fantasy veniva chiamato Dragoon: è in grado di saltare in alto e poi di piombare dal cielo contro l'avversario, impalandolo a terra con la lancia.

Crisis Core: Final Fantasy 7 Reunion è disponibile da oggi per Nintendo Switch 2 Crisis Core: Final Fantasy 7 Reunion è disponibile da oggi per Nintendo Switch 2

Vincent è, se possibile, ancora più divertente da giocare. Nella nostra partita lo abbiamo equipaggiato con la classe guerriero e, attraverso i colpi battenti delle sue armi da fuoco, poteva scagliare in aria il nemico, facendolo rimbalzare in una sorta di juggle. Ci ha restituito quasi la sensazione di giocare a un Devil May Cry. Dopo un certo numero di colpi, dei lampi rossi lo avvolgevano, indicandoci che era un buon momento per terminare la combo con un colpo speciale esplosivo. La vera sorpresa è che Vincent può trasformarsi in un mostro dotato di zanne e artigli che può lanciarsi nella mischia insieme agli altri personaggi. Un bel mix di abilità, tra l'attacco a distanza e la trasformazione che funziona in corpo a corpo, che sicuramente non mancherà di essere utile quando le cose si faranno complesse.

Vincent è spassoso da utilizzare: spara e si trasforma in una bestia feroce
Vincent è spassoso da utilizzare: spara e si trasforma in una bestia feroce

Con loro nel party, Final Fantasy VII si allarga ulteriormente per quanto riguarda i personaggi a disposizione, che ora raggiungono la pienezza del party originale, privato ovviamente di un'importante presenza che tutti conosciamo. Anche in questo caso, il videogioco è mastodontico per la quantità di meccaniche legate ai diversi eroi. È vero che i capitoli precedenti si sono affidati a un sistema furbo, nel quale era il videogioco stesso a scegliere, in ogni situazione, i personaggi del party, dando spazio a tutti i protagonisti durante diversi segmenti di gioco. Nella prova, però, potevamo scegliere tra questi cinque personaggi e la filosofia di questo terzo capitolo - chiudere i conti in sospeso - sicuramente lascerà molto spazio ad attività secondarie da completare in libertà, e avremo quindi modo di comporre il party a piacimento.

Finalmente Wutai

Nell'ultima parte della demo abbiamo fatto rotta verso Wutai e abbiamo avuto modo di esplorare la città natale di Yuffie, dall'estetica estremamente orientale. D'altronde, si tratta del posto dove nascono i ninja e dove la ragazza ha affinato le sue tecniche di guerriera. E di ladra. Rispetto al classico del 1997 la città è immensamente più ampia e presenta tanti momenti di narrazione inediti che Square Enix ha avuto modo di espandere a dismisura, tenendo fede al cuore di questa produzione: rendere quello di Final Fantasy VII un universo ben più grande e coeso.

Wutai è la patria di Yuffie e dei ninja
Wutai è la patria di Yuffie e dei ninja

Nello State of Play dello scorso 3 settembre abbiamo finalmente scoperto la data d'uscita di questo videogioco: l'8 aprile 2027. Sappiamo inoltre che saranno previsti almeno due contenuti aggiuntivi che racconteranno storie legate a Vincent Valentine e nientemeno che a Sephiroth. Probabilmente andranno a indagare altri due "pezzi" della storia di Final Fantasy VII: Dirge of Cerberus, videogioco originariamente uscito su PlayStation 2 dedicato proprio al passato di Vincent e, chissà, magari anche Advent Children, il film del 2005 che rappresentava un'ulteriore chiusura per tutti i personaggi coinvolti nel videogioco.

In circa un'ora di demo, Final Fantasy VII Revelation ci ha raccontato tante storie, ci ha messo di fronte a infinite possibilità e ci ha mostrato alcune delle sue novità più attese. Sicuramente il sistema Fits rende ancora più personalizzabile la dotazione di ogni eroe del party e permette di creare personaggi tagliati su misura sulle nostre necessità. I nuovi stili, però, non ci fanno impazzire, perché quelli classici sono immortali. Fortunatamente è possibile scegliere se mantenerli, a prescindere dalla classe. Vincent e Cid sono due personaggi divertenti da giocare e colmi di carisma e non vediamo l'ora di approfondire le loro meccaniche. Tante cose, insomma, in pochissimo tempo e la sensazione è quella di trovarci davanti a un videogioco che contiene ancora più missioni, ancora più segreti e ancora più attività del precedente e che comunica questa abbondanza in maniera tutt'altro che brillante, con l'adozione di alcuni pop-up assai invadenti. Per giudicare complessivamente l'esperienza e capire quanto tutto questo materiale possa risultare soverchiante per il giocatore, non ci resta che attendere l'8 aprile 2027, quando finalmente questo capitolo chiuderà il cerchio.

CERTEZZE

  • Il sistema Fits permette di costruire personaggi unici
  • Vincent e Cid sono molto divertenti da giocare
  • Wutai è un piacere per gli occhi

DUBBI

  • Tante attività, comunicate in maniera poco brillante
  • I nuovi outfit sono banali, per fortuna si può tornare agli originali
  • Riusciranno a chiudere ogni storia come si deve?
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